Burattinai – Grazia Scanavini

Titolo: Burattinai
Pagine: 491
Prezzo: € 19,00

Emma Mastrangeli, commissario di polizia, è appena ritornata nella sua Ferrara dopo tre anni trascorsi a Londra. Di quel periodo lontano dalla sua città aveva un disperato bisogno dopo anni spesi a cercare di metabolizzare l’omicidio, inspiegabile, terribile e mai risolto, della sorella minore, la magica e sognante Bianca per la quale ogni persona aveva un colore; il divorzio dal marito Saverio (orgoglio di Lotta Proletaria); l’allontanamento della figlia ventenne Valentina, stanca di combattere con la rabbia e la sofferenza di quella mamma difficile; il rapporto tormentato con l’amico e compagno ‘on & off’ Riccardo Reale, medico legale; il ricordo disturbante di suo padre, un padre-padrone tutto preso dall’apparire con il quale Emma non è mai andata d’accordo. Qualcosa delle sue pene, in quei tre anni, Emma ha imparato a gestire grazie alle sedute con una brava psicoterapeuta. Ora sa che, ogni qualvolta i ‘demoni’ l’assalgono, deve ‘respirare e sincronizzare’ prima che le scappi detto l’irreparabile. Ha anche imparato un suo personale rituale ‘l’ora più buia’ nel corso del quale si mette in contatto con Bianca, le parla, si consola.

A farla tornare è la creazione della Squadra Speciale F ad opera della vicequestore Vittoria Monaldi, sessantenne tosta dalla vita difficile. Sarà Emma a guidare la squadra composta dalla sua vecchia collega e amica, la sovrintendente Febe Marzola, da Viola Conti, Nausica Esposito e dalla profiler Lila Introini. Con loro l’ispettore Miranda Ascani, l’unica a non voler davvero lavorare con Emma, della quale sembra non avere alcuna stima per scontri passati, e fedele al questore Lo Russo, arrogante e ambiguo che detesta Emma e non ha mai voluto riaprire il caso di sua sorella Bianca. Il loro PM di riferimento sarà l’ottimo Rosario Di Nola che già nel corso della conferenza stampa di presentazione della Squadra F si manifesta come intelligente e di mente aperta. La squadra si occuperà di femminicidi iniziando con lo scavare negli archivi i casi passati nella speranza di risolverli. La loro nuova sede è la Caserma nella zona di Canton del Follo, dove un tempo c’era:

“… una fabbrica artigianale di broccati e seta, che utilizzava la cisterna per lavare la lana grezza, follare i panni, e cioè battere e infeltrire la lana fino a renderla compatta.” (p. 64)

Ecco dunque come si chiameranno le poliziotte da quel momento in poi: le Lavandaie. Ed ecco perché, durante la conferenza stampa, qualcuno le ha chiamate così sottovoce in modo alquanto derogatorio. Ma non sarà certo un cold case il loro primo incarico bensì l’efferato omicidio di Marina Palazzi, proprietaria della più antica Osteria di Ferrara e moglie del prof. Enrico Vinci, celeberrimo ortopedico, al momento del delitto a Milano per un convegno. Pertanto, la colpa fa presto a ricadere sul fratello minore di Marina, Biagio, giovane alquanto scapestrato con precedenti di droga e risse, che lavora con lei e che lei stessa ha beccato con le mani nella cassa scatenando un litigio. Così sostiene la migliore amica di Marina, Daria Cavallari che era con lei proprio quella sera, poco prima della sua morte. Emma e la sua Squadra, ostinate e precise, indagano e ciò che poco alla volta salta fuori è un quadro ben diverso, molto più oscuro e complesso da quanto ipotizzato all’inizio, e abbracciato con foga dal questore Lo Russo che ha fretta di chiudere il caso e farsi bello di fronte al ministro e alla società bene di Ferrara. Sarà proprio Emma, per sbloccare la situazione, a fare un colpo di testa che quasi provocherà la sua sospensione da parte della Montaldi e Di Nola. Ci ha visto giusto? C’è davvero un burattinaio – o più di uno, per quel che conta – a rovinare la vita degli altri?

Intanto seguiamo la quotidianità di Emma, il suo tentativo di riadattarsi ai ritmi del lavoro e della città, il rapporto amorevole con la madre Norma, il non sapere se abitare nel vecchio e piccolo appartamento di Bianca o nella casa dei nonni con il grande giardino ormai inselvatichito. E conosciamo altri personaggi che entrano a far parte della sua vita come il funambolico ispettore della Scientifica Gabriele Giatti e il barista Attilio, una ventata di aria fresca nella vita piena di ombre stantie di Emma. Infine c’è la città di Ferrara, altra voce narrante della vicenda, in tutto il suo splendore, nella ricchezza della sua Storia e nella magnificenza dei mille, inconfondibili piatti della sua variegata cucina. Un gran bel esordio nel mondo del giallo per Grazia Scanavini.

Francesca Battistella

Francesca Battistella (Napoli, 1955) si è laureata in Antropologia Culturale nel 1979 alla Federico II di Napoli e ha conseguito un Master nella stessa materia presso la Auckland University, Nuova Zelanda, nel 1982. Ha lavorato come Lettrice d’Italiano e Storia Contemporanea nella stessa università nel 1983 e nel 1984. Tornata in Italia è stata traduttrice dal francese e dall’inglese per l’Istituto di Studi Filosofici di Napoli e in seguito per dieci anni segretaria di alta direzione, promoter, editor e organizzatrice di eventi presso la società INNOVARE, gruppo Banco di Napoli. Dal 2008 vive e lavora a Lugano, Svizzera. Negli anni ha pubblicato il romanzo storico Gli esuli (2004), un giallo Il parco delle meraviglie (2006), un noir Re di bastoni, in piedi, una trilogia gialla ambientata sul lago d’Orta che comprende La stretta del lupo (2012), Il messaggero dell’alba (2014), La bellezza non ti salverà (2016) e ancora un noir La verità dell’acqua (2019). Gli ultimi cinque libri per la casa editrice Scrittura&Scritture. Scrive recensioni per Gli amanti dei libri, la rivista Airone (Cairo editore) e Luoghi di libri.

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