A tu per tu con… Rafael Santandreu

Il nuovo fenomeno editoriale arriva dalla Spagna, dove ha venduto 100 mila copie ed è restato 60 settimane nella classifica dei libri più letti: L’arte di non amareggiarsi la vita (Vallardi Editore). Noi abbiamo incontrato l’autore di questo libro, Rafael Santandreu e gli abbiamo rivolto qualche domanda.

Per cominciare vorrei chiederle un commento a questa frase “Spesso quello che ci fa star male non sono le cose che ci succedono ma il nostro modo di interpretarle”.

Questa è la base del cambiamento, perché noi non ci rendiamo conto di questo fenomeno. Pensiamo sempre di star male per un avvenimento esterno e finché non ci renderemo conto che non è cosi, non diventeremo padroni della nostra vita interiore. Essere ricchi, essere belli, avere due gambe o no, non determina la tua felicità… molti studi lo dicono. E’ come la tua mente lavora che ti consente di essere triste o felice.  

Che cos’è un “pensiero negativo”?

Avere pensieri negativi è normale. Avere troppi pensieri negativi è una cosa sbagliata. Guardami: io sono felice per la maggior parte del tempo. Ho delle piccole difficoltà ma non mi lamento di queste cose. Dopo mi sento un po’ triste o nervoso qualche volta ma non capita spesso. Non mi preoccupo del futuro e mi piace quello che faccio senza paure e pressioni. Ma non mi è sempre piaciuto. Io sono stato un po’ nevrotico nel mio passato ma io ho esercitato la mia mente a guardare la vita come un viaggio agile e tutto è cambiato.

Il suo libro, secondo me, può essere catalogato come un “manuale clinico alla portata di tutti” si ritrova in questa mia definizione? Come mai questa scelta di suddivisione in 3 parti ben distinte?

Sì, il mio libro è come un manuale d’inglese per studenti stranieri. Inizialmente spiego come la mente lavora e perchè sei diventato emotivamente vulnerabile. Secondo, ti spiego il metodo di cambiamento. E terzo, ci sono consigli e esercizi applicati alla tua vita. Se tu li segui, non è necessario andare dallo psicologo. Tu sarai il tuo stesso terapeuta. 

Il primo capitolo si intitola “Cambiare è possibile”, vogliamo dare un messaggio ai nostri lettori? Cambiare è possibile? Quali sono le principali parti di noi che vanno modificate?

E’ fondamentale conoscere ciò che puoi cambiare. Altrimenti tu non vorrai provarci convintamente. Nei miei libri i parlo di alcuni casi molto noti in Spagna di persone che hanno trasformato sé stessi, dall’essere nevrotici all’essere felici e forti: una di questi è una famosa attrice che ha detto: “Io ho imparato ad essere felice all’età di 50 anni”.   Noi abbiamo tutti possibilità di pace interiore, gioia e amore ma la pressioni di questa società pazza ci fanno essere nevrotici come mai prima di questo momento. Quello che noi dobbiamo fare è eliminare le paure. Una volta che una persona è libera dalle paure, finalmente si rilassa e diventa ciò che è sempre stato: a un simpatico e gioioso bambino. 

Mi sono piaciuti molto i capitoli sulla paura del ridicolo e sul tollerare lo stress, secondo lei, quali sono le principali cause del nostro tempo per amareggiarsi la vita?

Sono tre li principali convinzioni irrazionali che rovinano la nostra vita: a) io devo fare tutto bene, altrimenti sono un fallimento e la mia vita sarà triste. b) Le persone mi devono trattare bene e con giustizia. c) Le cose devono funzionare perfettamente, sempre. Le persone pressano sé stesse come non mai. Noi pensiamo di dover essere attraenti, intelligenti, con un buon lavoro, viaggiatori, acculturati, con una grande attitudine all’amore, bravi a letto, fisicamente in forma, con molti amici, con una casa bellissima… Altrimenti dobbiamo provare vergogna! Mio Dio, non è così! Nessuno può essere tranquillo e pacifico! E paradossalmente, con quella pressione, i nostri risultati sono poveri a causa dello stress e della paura.

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Riccardo Barbagallo

Lavoro da qualche anno nell'editoria, mi occupo di comunicazione per editori e autori e sono un digital addicted. Al contrario di altri, non mi posso definire un lettore da sempre, 'La coscienza di Zeno' in prima media è stato un trauma troppo forte da superare per proseguire serenamente la relazione con la lettura. Più avanti ho deciso di leggere un libro per piacere, e non per obbligo, ed è stato lì che ho capito quale sia la vera forza della lettura: la capacità di emozionare. Credo che sia questo il segreto, se così possiamo definirlo. Non ho più smesso.

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