A tu per tu con… Andrea Bajani

Abbiamo incontrato Andrea Bajani, autore del libro “Mi riconosci”, omaggio all’amico e grande scrittore Antonio Tabucchi, scomparso poco più di un anno fa. Ecco cosa ci ha raccontato.

Questo libro è il racconto di una amicizia profonda, ma anche del rapporto tra allievo e maestro, cosa ci vuole dire a riguardo?

Il nostro è stato un rapporto tardivo, tra due persone che scoprono in sé il desiderio di essere allievo e maestro, ma non solo. Un’ amicizia che è tante cose assieme, a più livelli e un rapporto anche tra padre e figlio, con ruoli in realtà spesso invertiti, fondato sul gioco di avere la stessa età.

Se dovesse fissare un momento, una parola, un’immagine, cosa ricorda maggiormente di Tabucchi? Cosa può rappresentare il “Tabucchismo”?

Mi vengono in mente tante cose contemporaneamente. Tabucchi era uno scrittore pieno di sogni, con la testa tra le nuvole ma i piedi ben incollati alla propria terra: un uomo che lottava per il proprio paese, che quando parlava lo faceva senza paura di dirlo.

Scrivere un libro, mettere su carta i propri pensieri e il proprio cuore può essere una via d’uscita dopo un lutto?

Spesso ci si chiede: perché si scrive? Per farlo, non c’è altro motivo. Ne sentivo prepotente l’esigenza e ho voluto rendergli omaggio attraverso qualcosa che lui ha amato profondamente: la letteratura.

Ci sono autori da cui trae ispirazione?

Non mi sono ispirato a Tabucchi, che ha detto la sua in questo libro. Mi piace incontrare nelle loro opere autori che ammiro molto, come Paolo Volponi, Gogol, Thomas Bernhard, Francesco Targhetta…mi piace incontrare la letteratura. Poi leggo molte poesie, poca letteratura inglese e molte opere di autori orientali e russi; dopotutto scriviamo quello che leggiamo. Certo ci sono autori più “pericolosi” di altri nell’influenzare il proprio modo di scrivere, grazie alla loro stilistica seduttiva.

Che letture consigliare ad un ragazzo che vuole avvicinarsi all’opera di Tabucchi?

“La donna di Porto Pim”, “Il gioco del rovescio” e “Requiem”: sono libri immaginifici, che travalicano l’idea di realtà.

Infine un saluto per gli Amanti dei Libri

Io ho paura degli amanti dei libri. Bisognerebbe essere amanti dei buoni libri: solo le parole di alcuni libri hanno la capacità di svoltare l’idea del mondo.

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