A Giulio Questi il Premio Chiara 2014

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Il novantenne regista Giulio Questi con “Uomini e Comandanti” edito da Einaudi è il vincitore della ventiseiesima edizione del Premio Chiara:
ha nettamente staccato nelle preferenze della giuria gli altri due finalisti Davide Barilli e Gianni Celati e nella Sala Napoleonica delle Ville Ponti a Varese ha ricevuto ieri il prestigioso riconoscimento dal nuovo presidente della provincia Gunnar Vincenzi.

Racchiudiamo qui le suggestioni che abbiamo ricavato dalla lettura e dall’ascolto delle loro parole dicendovi perché a nostro parere vale la pena di leggerli tutti e tre.

Giulio Questi: sorprende sentir parlare in modo così accorato e fresco della Resistenza a distanza di anni. Ci sono i tormenti e le crudeltà nel cuore degli uomini e un talento narrativo che ha fatto dire a Luigi Mascheroni (intervistatore d’eccezione) che il primo brano della raccolta “Il roccolo”, si può a pieno titolo ritenere un racconto perfetto, mirabilmente congegnato.

Davide Barilli, “La nascita del Che”, Aragno editore:  un viaggio inconsueto nei personaggi, negli oggetti e nella memoria di una cuba surreale ed autentica. Una scrittura visionaria all’insegna di un’icona, di un mito e di un viaggio caraibico che dura una vita.

Gianni Celati, “Selve d’amore” edito da Quodlibet: per insinuarsi nelle pieghe dei sentimenti, degli incontri, dei destini e delle scelte in nome del più complesso dei sentimenti: come ha detto l’autore ormai siamo occupati sempre a fingere di essere ciò che non siamo. A lui è stato assegnato il premio della stampa.

Segnalato poi il volume “La nostra vita somigliava a un tappeto magico”(Emmeeffe edizioni) di Mario Chiodetti e premiata con la pubblicazione per la casa editrice Macchione la vincitrice del Premio Inediti Aminata Aidara con “La ragazza dal cuore di carta” , una raccolta che parla di donne e confini interculturali.

L’associazione Amici di Piero Chiara, ieri come sempre rappresentata dal presidente Romano Oldrini e dalla direttrice artistica Bambi Lazzati,  da anni sotto il cappello dello scrittore promuove un premio pressochè unico in Italia e dedicato alla narrazione breve, che nel nostro paese fatica ad affermarsi. Poche le raccolte di racconti pubblicate anche perchè le vendite sono scarse. Ne abbiamo parlato proprio con Inge Feltrinelli, ospite del Festival del Racconto di quest’anno: i racconti sono decisamente più diffusi nei paesi  anglosassoni e qui faticano ad affermarsi, nonostante l’importantissima tradizione di novellieri da Boccaccio a Verga e Pirandello.

Non resta quindi che partire da questi tre volumi per riscoprire il grande valore del racconto italiano in attesa della prossima edizione, che sarà nel segno di Expo 2015.

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