La misteriosa morte di Efisia Caddozzu – Marisa Salabelle

Titolo: La misteriosa morte di Efisia Caddozzu
Data di pubbl.: 2026
Pagine: 225
Prezzo: € 18,00

Di chi è il corpo femminile ritrovato da due ragazzini in bicicletta in un fossato alla periferia di Pistoia lungo la via Bonellina il giorno della festa patronale di San Jacopo? È una donna sui cinquant’anni, palesemente – o così ritengono i carabinieri convocati sul posto – una prostituta, forse uccisa dal suo magnaccia. Brutta, grassa, vestita in modo assurdo, truccata come un pupazzo. Ma sì, non ci sono dubbi, picchiata a morte, sostiene il brigadiere Giovanni Caprio. A contraddirlo il carabiniere semplice Luigi De Stefano: picchiata di sicuro, ma non è stato quello a ucciderla. Versione confermata dal medico legale, il claudicante causa poliomielite dott. Marconcini: la donna è morta per sfondamento del cranio. Sul posto, oltre ai carabinieri che quel 25 luglio 1994 vorrebbero solo andarsene in vacanza, c’è anche il giovane aspirante giornalista Saverio Giorgianni spedito dal suo capo per il quotidiano la Nazione spopolato causa ferie. Saverio scatta varie pessime foto al suo primo morto, ma sarà grazie a lui se, alla fine, si saprà chi è la morta priva di documenti e considerata, per il colore della pelle, una magrebina. Peccato che le altre prostitute di zona non l’abbiano mai vista.

In parallelo alla vicenda gialla seguiamo la triste e tormentata storia di Efisia Caddozzu, nata a Cagliari all’inizio degli anni ‘50 dopo un parto difficile. La sua infanzia vegliata soprattutto dalla nonna materna, mentre la madre, la bella, svampita e giovanissima Maria Rosaria si occupa d’altro, e il padre Gavino combatte con un cognome difficile e come insegnante mentre studia per salire di grado e andarsene da Cagliari dopo una serie di sgradevoli incidenti scolastici. Ci riuscirà nel 1961 trasferendosi a Pistoia con Maria Rosaria ed Efisia, grassa, brutta, con un occhio storto, ma intelligente e caparbia, una creatura capace di sopravvivere a ogni ingiuria e difficoltà. Efisia termina le magistrali in tempo per veder sparire sua madre, stanca di Pistoia e incapace di governare la casa, in compagnia della vicina, la signora Ciriello, e dovrà farsi carico di un padre sempre più astioso e incattivito dalle delusioni e dalla sclerosi multipla. Abbraccerà il comunismo di Lotta Continua, si troverà un compagno falso e traditore, insegnerà in paesini dimenticati da Dio e si dedicherà infine, attraverso la locale chiesa – da una fede a un’altra – ad aiutare i migranti extracomunitari negli anni in cui i loro arrivi sostituiscono quelli dei meridionali. 

Saverio, intanto, viene incaricato dal suo direttore di seguire la vicenda della strana sparizione proprio di Efisia Caddozzu. Il direttore ne è venuto a conoscenza attraverso la cognata Giulia Lastrucci che lavora al Centro Turoldo dove Efisia ha parcheggiato suo padre per godere di due settimane di vacanza in un centro interculturale. Padre disperato perché la figlia, che durante le precedenti vacanze, lo chiamava ogni giorno, non si è più fatta viva. Sparizione alla quale i carabinieri non hanno dato alcun peso e che spinge invece Saverio nel palazzo dove la donna abita con il padre. Palazzo un tempo più che dignitoso e ora, come lamentano i vecchi condomini pistoiesi rimasti, popolato da stranieri di ogni razza. Uno in particolare, l’albanese Kolaj Arsjan, un po’ troppo intimo con Efisia. Cos’è successo alla donna? In che rapporti era con il giovane albanese? Dov’è finita Efisia e che legame esiste fra lei e la morta sulla Bonellina?

Marisa Salabelle costruisce con formidabile abilità e una prosa perfetta un racconto potente, ironico e tragico al tempo stesso. La storia di Efisia s’intreccia  con quella dell’Italia di quegli anni, con l’arrivo dei nuovi migranti, con l’ossessione per i diversi, con il razzismo strisciante dei poveri contro i più poveri, con la lotta per l’emancipazione femminile e la sua disfatta decretata dal comportamento finale di Efisia. Un personaggio, questo, vivo e pulsante oltre ogni dire verso il quale è impossibile non provare comprensione e persino rispetto. Un giallo sociale, certo, ma in primo luogo un ottimo e imperdibile libro.

Francesca Battistella

Francesca Battistella (Napoli, 1955) si è laureata in Antropologia Culturale nel 1979 alla Federico II di Napoli e ha conseguito un Master nella stessa materia presso la Auckland University, Nuova Zelanda, nel 1982. Ha lavorato come Lettrice d’Italiano e Storia Contemporanea nella stessa università nel 1983 e nel 1984. Tornata in Italia è stata traduttrice dal francese e dall’inglese per l’Istituto di Studi Filosofici di Napoli e in seguito per dieci anni segretaria di alta direzione, promoter, editor e organizzatrice di eventi presso la società INNOVARE, gruppo Banco di Napoli. Dal 2008 vive e lavora a Lugano, Svizzera. Negli anni ha pubblicato il romanzo storico Gli esuli (2004), un giallo Il parco delle meraviglie (2006), un noir Re di bastoni, in piedi, una trilogia gialla ambientata sul lago d’Orta che comprende La stretta del lupo (2012), Il messaggero dell’alba (2014), La bellezza non ti salverà (2016) e ancora un noir La verità dell’acqua (2019). Gli ultimi cinque libri per la casa editrice Scrittura&Scritture. Scrive recensioni per Gli amanti dei libri, la rivista Airone (Cairo editore) e Luoghi di libri.

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