Data di pubbl.: 2026
Pagine: 236
Prezzo: €16,90
Pietro Maraschino è un cronista di nera del quotidiano La Civetta. Un giornalista analogico sui generis, che non sopporta le regole e la vita di redazione e le sue riunioni preferisce farle fuori, al bar, o meglio ancora in giro camminando («La redazione di un giornale ti uccide, spegne le tue capacità immaginative, diventa tutt’uno col computer perdendo il contatto con la realtà»).
Un tipo particolare che ama la verità dei fatti e crede nella sua professione anche se nel tempo in cui vive non si sente a suo agio.
Maraschino è l’antieroe che ha inventato Paolo Zagari, scrittore e critico cinematografico, lo abbiamo incontrato per la prima volta nel 2024 in Un caso per Maraschino, un noir ad alta tensione che segnò il debutto nel genere dello scrittore romano.
Adesso il giornalista irriverente torna con un nuovo caso in Giallo a Roma, secondo volume di una trilogia.
Zagari ci presenta nuovamente Maraschino in una Roma infuocata da un’estate torrida.
Scenario di questo nuovo noir è il quartiere di San Lorenzo e una serie di omicidi misteriosi in un condominio di Via degli Equi.
Giallo a Roma è molto di più di un noir, è soprattutto un romanzo da leggere tra le righe e ci sono pagine di bella scrittura dedicate alla Città Eterna, magica e velenosa raccontata nelle sue contraddizioni.
L’autore ci fa conoscere meglio Maraschino e anche gli altri personaggi che abbiamo apprezzato nel primo libro e tra le righe troviamo dissertazioni colte sul cinema e la letteratura.
Simenon, Chabrol, Polanski, Fellini, Woody Allen, il rapporto tra realtà e finzione, il nesso tra il giornalismo autentico e la verità.
I libri belli si riconoscono dai dettagli della prosa o dalla prosa dei dettagli.
Zagari scrive un noir a tutto tondo in cui accanto alle vicende tipiche del genere attraverso la figura antiretorica del cronista Maraschino costruisce un romanzo vero e proprio che abbraccia tutte le varianti della letteratura.
Giallo a Roma è ricco di riferimenti letterari e tra le sue pagine c’è anche la settima arte, passione incondizionata di Zagari: «La dissolvenza è menzogna, lo stacco è arbitrio, il piano sequenza è verità».
Aspettando il volume conclusivo della trilogia, godiamoci tutte le bizzarrie eclettiche di Maraschino, che anche in questa nuova avventura si conferma un personaggio controcorrente con tutte le sue manie poco ortodosse e il suo amore incondizionato per la verità dei fatti. Passione che fa di lui un giornalista che non dimentica mai nelle sue inchieste di considerare il fattore umano.

