La banda dell’ Ortrugo – Gianfranco Mammi

Titolo: La banda dell'ortrugo
Data di pubbl.: 2026
Pagine: 225
Prezzo: € 20,00

Il critico letterario Giacomo Debenedetti nel saggio Il personaggio uomo sostiene che homo factus, come è stato chiamato il personaggio dei romanzi, può avere tanti difetti, essere tropo dedito all’amore, ai sentimenti, alle passioni, sfuggirci in troppe funzioni della vita, ma tutto sommato ci fornisce molti e preziosi messaggi concernente lo stato, il modo di essere, il comportamento, il destino e le vicende di homo sapiens.

Per Debenedetti il personaggio –uomo è quell’alter – ego, nemico o vicario che in decine di migliaia di esemplari tutti diversi tra loro, ci viene incontro dai romanzi.

Ne La banda dell’Ortrugo, il nuovo romanzo di Gianfranco Mammi, troviamo un esemplare meraviglioso di personaggio – uomo che sarebbe piaciuto molto al grande critico.

Questo personaggio eclettico, sui generis funziona e il romanzo è perfetto.

Accade di tutto nel libro. Abbiamo a che fare con uno strano individuo che è stato lasciato dalla sua donna. Da questo momento nella sua vita succede di tutto, anche l’inverosimile.

La narrazione è sempre sospesa tra realtà e l’immaginario, è il delirio la cifra caratteristica del personaggio – uomo del romanzo che si trova a esistere tra realtà e finzione.

Dopo la delusione amorosa egli si trova catapultato nelle stanze del mondo, condannato a vivere in maniera rocambolesca la sua esistenza tra la follia e una scarsa ragione.

Come dicevamo, accade di tutto e il nostro uomo non dialoga solo con i vivi nel suo delirio dialoga con illustri amici immaginari. Lo vediamo conversare con Paul Klee, Dylan Thomas, Antonio Gramsci,  François Villon, Rilke.

Non è tanto importante la trama, quando il paradossale clima costruito da una scrittura che meravigliosamente si inabissa in un labirinto di vicende narrate con visionarietà e leggerezza ironica.

La banda dell’Ortrugo  lo possiamo definire un romanzo fuori dagli schemi tradizionali: Mammi ci propone un nuovo modo di fare e scrivere narrativa. Lo scrittore in queste pagine si eclissa e dai fatti narrati viene fuori un delirante personaggio –  uomo («In effetti lo ammetto sono un frustato da manuale, la verità è che sono troppo sensibile, i viventi non mi capiscono i morti se ne stanno appollaiati su un’altra lunghezza d’onda, gli dei non ne parliamo») che fa saltare il banco della realtà. Da questa deflagrazione viene fuori un uomo che tra la farsa, il picaresco e l’immanente dialoga con i suoi demoni, sempre sorridendo perché questa è un’epoca che anche i santini hanno sete.

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