10 libri per celebrare il 25 aprile e la Liberazione

liberazione d italia« Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l’occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e a Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire. »
Pertini annunciò così lo sciopero generale a Milano il 25 aprile 1945.
Oggi, 25 aprile 2015, si celebrano i 70 anni dal giorno della Librazione d’Italia.
Un giorno fondamentale per le sorti del nostro Paese, un giorno che cambiò la Storia. La lotta partigiana cominciata ufficialmente l’8 settembre 1943, vinceva contro il governo fascista della Repubblica Sociale Italiana e l’occupazione nazista.
Per non dimenticare, per tenere viva la memoria di tante vite dei nostri concittadini, spese per la nostra odierna libertà, noi de Gli Amanti dei Libri vi proponiamo dieci letture in grado di approfondire, su diversi punti di vista, questo celebre momento storico.

RadazzoLESTATEGIACOMO72dpiLUCA RANDAZZO, L’estate di Giacomo (Rizzoli)
Siamo sui monti di Aune, il paese sopra Feltre bruciato dai tedeschi l’11 agosto del 1944, base di appoggio della brigata partigiana Gramsci. Giacomo, undici anni, è stato mandato in alpeggio a lavorare in una malga, durante l’estate. Il suo padrone si chiama Bepi, un uomo rude che gli incute timore. E poi ci sono Sergio, sempre ingrugnito anche lui, e Alpina, la nipote di Bepi. È taciturna, Alpina, e vestita come un maschiaccio. L’estate di Giacomo comincia così, tra la nostalgia di casa, l’odore delle vacche e il fascino che esercitano su di lui i famosi partigiani: si sa che circolano da quelle parti, ma lui non ne ha ancora mai visto uno. Poi un giorno, insieme all’amica Rachele, Giacomo trova in una casèra abbandonata un plico di volantini. È roba segreta, roba che scotta, lo capiscono subito, ma è anche la via d’accesso a quel mondo di combattenti che tanto li affascina.

 

la resistenza perfettaGIOVANNI DE LUCA, La Resistenza perfetta (Feltrinelli)
“Lo so; questa perfezione oggi può sembrare anacronistica, oppure la replica dolciastra di certi stereotipi. Eppure la ‘Resistenza perfetta’ è proprio quella che emerge dai documenti, dalle testimonianze, dalla realtà di una ricerca d’archivio condotta senza pregiudizi e tesi precostituite, dai ricordi di un’intera comunità che questo libro chiama a raccontarsi in prima persona. E la ‘Resistenza perfetta’ la si vede realizzata direttamente nelle esperienze esistenziali degli uomini e delle donne che la vissero e la costruirono.”
Sono decenni, ormai, che la Resistenza è sottoposta a uno scrutinio costante da parte di storici, ma anche di giornalisti e opinionisti. E se una volta poteva essere provocatorio fare le pulci al mito dei partigiani e parlare di guerra civile mettendo sullo stesso piano le fazioni in lotta, oggi molta di questa vulgata è diventata un sottofondo dato quasi per scontato. Il rischio è che ci dimentichiamo, e le giovani generazioni non sappiano mai, quanto di nobile, puro e davvero all’altezza del suo mito c’è stato nella lotta partigiana.
Nel settantesimo anniversario della Liberazione, Giovanni De Luna ha voluto mettere di nuovo a punto un’immagine della Resistenza che si stava offuscando. Con grande efficacia, De Luna ha scelto una storia, un luogo, alcuni personaggi: un castello in Piemonte, una famiglia nobile che decide di aiutare i partigiani, la figlia più giovane, Leletta d’Isola, che annota sul suo diario quei mesi terribili ma anche meravigliosi in cui comunisti e monarchici, aristocratici e contadini, ragazzi alle prime armi e ufficiali dell’ex esercito regio lottarono, morirono, uccisero per salvare la loro patria, la loro libertà, il futuro di una nazione intera.

fenoglioBEPPE FENOGLIO, Il libro di Johnny (Einaudi)
In un primo momento Beppe Fenoglio aveva ideato un unico grande ciclo di Johnny, che partiva dagli anni del liceo di Alba, proseguiva con il corso ufficiali, l’8 settembre, il complicato e pericoloso ritorno in Piemonte, l’adesione alla guerra partigiana, il passaggio dai garibaldini ai badogliani. Successivamente però, su indicazione editoriale, Fenoglio riscrisse la prima parte di questo suo ambizioso progetto narrativo trasformando Primavera di bellezza in un libro autonomo: tagliò le prime ottanta pagine e aggiunse tre capitoli finali facendo morire velocemente Johnny al primo scontro a fuoco. La seconda parte, riscritta più volte, fu abbandonata e recuperata postuma con il titolo Il partigiano Johnny. In questa edizione Gabriele Pedullà ricostruisce per la prima volta il continuum narrativo del grande romanzo così come Fenoglio l’aveva pensato e concepito. E la saga di Johnny riemerge in tutta la sua forza epica.
Presa nella sua integralità la storia del Libro di Johnny si rivela ispirata a un preciso modello epico. Con la prima parte del volume dedicata alle peregrinazioni di Johnny lontano da casa e la seconda parte incentrata sulla guerra nelle Langhe, Fenoglio dimostra di avere consapevolmente ripreso l’architettura dell’Eneide, dove ai primi sei libri ispirati alle peregrinazioni di Ulisse e all’Odissea seguono altri sei libri costruiti sulla falsariga dell’Iliade. Di questa struttura bipartita il disfacimento dell’esercito rappresenta il punto di svolta: la fine dei viaggi e l’inizio del vero e proprio ritorno a casa. Con la fuga del re e di Badoglio e il rientro di Johnny ad Alba comincia a tutti gli effetti un’altra storia, e si comprende facilmente per quali motivi Fenoglio avesse ipotizzato di interrompere il romanzo proprio qui nella vagheggiata edizione in due volumi. Dopo averci fatto attraversare mezza Italia, da questo momento tutta l’azione si svolgerà in uno spazio di poche decine di chilometri quadrati, attorno a un’Alba cui si chiede sempre più di prendere il posto della Troia o della Lavinio del mito, con il loro fiume sacro e i due eserciti che occupano a turno la parte dell’assediato e dell’assediante.

il tempo migliore della nostra vitaANTONIO SCURATI, Il tempo migliore della nostra vita (Bompiani)
Leone Ginzburg rifiuta di giurare fedeltà al fascismo l’8 gennaio 1934. Pronunciando apertamente il suo “no”, imbocca la strada difficile che lo condurrà a diventare un eroe della Resistenza. Un combattente mite, integerrimo e irriducibile che non imbraccerà mai le armi. Mentre l’Europa è travolta dalla marcia trionfale dei fascismi, questo giovane intellettuale formidabile prende posizione contro il mondo servile che lo circonda e la follia del secolo. Fonderà la casa editrice Einaudi, organizzerà la dissidenza e creerà la sua amata famiglia a dispetto di ogni persecuzione. Questa è la sua storia vera dal giorno della sua cacciata dall’università fino a quello in cui è ucciso in carcere.
Nel racconto rigoroso e appassionato con il quale Scurati le rievoca, accanto a quella di Leone e Natalia Ginzburg, scorrono però anche le vite di Antonio e Peppino, Ida e Angela, i nonni dell’autore, persone comuni nate negli stessi anni e vissute sotto la dittatura e le bombe della Seconda guerra mondiale. Dai sobborghi rurali di Milano convertiti all’industria ai vicoli miserabili del “corpo di Napoli”, di fronte ai fucili spianati, le esistenze umili di operai e contadini, artisti mancati e madri coraggiose entrano in risonanza con le vite degli uomini illustri.
È un racconto avvincente e insieme commovente in cui si stagliano figure esemplari con il loro lascito inestimabile e quelle di persone comuni, fino a scoprirne la profonda comunanza: le nascite e le morti, i libri e i figli, le case abitate o evacuate, la vita privata che per tutti si attiene a una medesima trama elementare, in cui risuonano fatti memorabili e trascurabili e in cui la “grande storia” incontra le storie di noi tutti.

cop_albaGUIDO PEROSINO, Alba (Intermezzi)
‘’Il foglio comandava di stare a casa, che due giorni dopo dovevo rispondere di quella pistola a un poliziotto o a un magistrato; che non ero veramente libero e che non potevo allontanarmi, neppure per la scuola. La responsabilità era di mio padre, che firmò.’’
Quindici anni e una pistola che scivola giù dalla tasca per schiantarsi a terra nell’ora di ginnastica. E la palestra diventa di colpo la Storia, i compagni imbracciano fucili e Alba diventa un nome di battaglia da portare come un trofeo. Un viaggio dall’adolescenza all’età adulta, sulle strade della guerra civile.
Ispirato a una storia vera, Alba è un racconto partigiano ambientato in Piemonte nei mesi precedenti la liberazione del 25 aprile 1945. Prende il titolo dal nome di battaglia del giovane protagonista, un quindicenne che, come altri suoi coetanei, aiuta la Resistenza facendo la staffetta. Un giorno, mentre è a scuola, gli cade sul pavimento della palestra una pistola inglese che aveva nascosto in tasca. Da quel momento non può più restare a casa, nella sua città: deve partire, nascondersi insieme ai partigiani. Guidato dalla naturale vivacità e dall’incoscienza della gioventù, con in mente la raccomandazione del padre (“Non ammazzare gente”), riesce a vivere questa esperienza senza perdere la sua innocenza, così come il racconto mantiene freschezza e leggerezza, pur nella drammaticità degli eventi narrati.

Bobbio-Pavone_Sulla guerra civile cop.inddNORBERTO NOBBIO, CLAUDIO PAVONE, Sulla guerra civile – La Resistenza a due voci (Bollati Borghieri)
Una guerra civile di Claudio Pavone, il saggio che ha rivoluzionato la nostra storiografia contemporanea, con oltre 30 000 copie vendute è stato un grande successo di Bollati Boringhieri. L’opera ha avuto una risonanza larghissima, viva tuttora: gli interventi pubblici di Bobbio e Pavone, prima e dopo l’uscita del libro, e le lettere scambiate tra loro ne completano adesso il quadro, aggiungendo nuovi elementi di riflessione su un evento-spartiacque della storia d’Italia. Guerra patriottica di liberazione dall’esercito tedesco invasore; guerra civile contro la dittatura fascista; guerra di classe per l’emancipazione sociale. Nella Resistenza furono combattute non una, ma tre guerre insieme. E Le tre guerre era il titolo che all’inizio Pavone aveva concepito per il suo saggio. Poi prevalse coraggiosamente la nozione di guerra civile, vincendo la riluttanza dello stesso autore, condivisa negli anni precedenti anche da Bobbio, per un’espressione di cui la destra neofascista si era impadronita allo scopo di enfatizzare la natura fratricida dello scontro. I testi qui riuniti testimoniano i dubbi, gli interrogativi di Bobbio e Pavone sulla legittimità di un’etichetta a rappresentare, o a esaurire, la complessità di un conflitto. «Uno dei problemi più affascinanti dal punto di vista storico – scrive Pavone – sta anzi proprio nel cercare di comprendere come nello stesso soggetto, collettivo o individuale, abbiano potuto convivere due o tre guerre e le rispettive motivazioni». Una lezione, a due voci, di moralità nella ricerca.

roma ribelleROSA MORDENTI, VIOLA MORDENTI, LORENZO SANSONETTI, GIULIANO SANTORO, Guida alla Roma Ribelle (Voland Edizioni)
Tre giornalisti e un’ urbanista svelano la vocazione sovversiva e libera di Roma, vocazione naturale per chi da sempre convive, come capita ai romani, col potere più gretto, e perciò ne sa smascherare e combattere meschinità e orrori. Questa guida ripercorre alcuni dei luoghi ribelli della città, sparsi quasi in ogni quartiere e non solo nel suo centro storico: ne racconta le storie in un percorso che attraversa i secoli, e che parte da Menenio Agrippa e dalla Basilica di Massenzio, passa per Giordano Bruno, il cimitero acattolico, la Repubblica Romana, i quartieri popolari dove nacque e crebbe la Resistenza, e “finisce” – ma non finisce – nelle piazze dei punk e degli artisti, nei punti di ritrovo dei movimenti studenteschi, nelle occupazioni delle case e dei luoghi di cultura. Alle storie sono affiancate le testimonianze preziose di alcuni romani “importanti” (tra cui Carlo Lizzani, Ascanio Celestini, Giovanna Marini), ognuno dei quali racconta il suo luogo ribelle del cuore.
“Roma gode, o subisce, una fama di città sorniona, che ha visto tutto ed è capace di vedere tutto senza scomporsi. Una specie di torbida acqua cheta. Ma basta fermarsi un attimo ed ecco che vengono fuori le tensioni, i conflitti, di una città drammaticamente divisa e per questo viva e affascinante.” Dall’introduzione di Alessandro Portelli.

in territorio nemicoSCRITTURA INDUSTRIALE COLLETTIVA, In territorio nemico (Minimum fax)
Un ufficiale che diserta e intraprende un viaggio attraverso l’Italia devastata dalla guerra. Una ragazza di buona famiglia che diventa una partigiana pronta a uccidere un fascista dopo l’altro. Un ingegnere aeronautico che si nasconde in attesa che passi la bufera. Matteo, sua sorella Adele, il cognato Aldo: sono i personaggi di In territorio nemico, tre giovani separati dalla guerra che, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, cercano ritrovarsi in un paese in preda al caos. Nei venti mesi terribili dell’occupazione nazista, i tre protagonisti faranno esperienza della battaglia, dell’isolamento, dell’amore, del conflitto con se stessi, fino ad affrontare la prova più difficile: scegliere da che parte stare mentre la morte li minaccia a ogni passo. In territorio nemico è una nuova epica della Resistenza. Un’epopea corale resa possibile dal lavoro di oltre cento scrittori e ispirata alle testimonianze di chi la guerra l’ha vissuta e non ha cessato di raccontarla. Un romanzo vivo e toccante che, tenendo ben presente l’eredità di Fenoglio, Malaparte e Calvino, apre una rinnovata prospettiva sull’esperienza tragica e fondativa della seconda guerra mondiale italiana.

CazzulloSANGUEcoverALDO CAZZULLO, Possa il mio sangue servire – Uomini e donne della resistenza (Rizzoli)
La Resistenza a lungo è stata considerata solo una “cosa di sinistra”: fazzoletto rosso e Bella ciao. Poi, negli ultimi anni, i partigiani sono stati presentati come carnefici sanguinari, che si accanirono su vittime innocenti, i “ragazzi di Salò”. Entrambe queste versioni sono parziali e false. La Resistenza non è il patrimonio di una fazione; è un patrimonio della nazione. Aldo Cazzullo lo dimostra raccontando la Resistenza che non si trova nei libri. Storie di case che si aprono nella notte, di feriti curati nei pagliai, di ricercati nascosti in cantina, di madri che fanno scudo con il proprio corpo ai figli. Le storie delle suore di Firenze, Giuste tra le Nazioni per aver salvato centinaia di ebrei; dei sacerdoti come don Ferrante Bagiardi, che sceglie di morire con i suoi parrocchiani dicendo «vi accompagno io davanti al Signore»; degli alpini della Val Chisone che rifiutano di arrendersi ai nazisti perché «le nostre montagne sono nostre»; dei tre carabinieri di Fiesole che si fanno uccidere per salvare gli ostaggi; dei 600 mila internati in Germania che come Giovanni Guareschi restano nei lager a patire la fame e le botte, pur di non andare a Salò a combattere altri italiani. La Resistenza fu fatta dai partigiani comunisti come Cino Moscatelli, ma anche da quelli cattolici come Paola Del Din, monarchici come Edgardo Sogno, giellisti come Beppe Fenoglio. E fu fatta dalle donne, dai fucilati di Cefalonia, dai bersaglieri che morirono combattendo al fianco degli Alleati. La Resistenza ha avuto le sue pagine nere, che vanno raccontate, come fa anche questo libro, da Porzûs a Codevigo; così come racconta le atrocità spesso dimenticate dei nazisti e dei fascisti: Boves e Marzabotto, le torture della X Mas e della banda Koch. La storia è scandita dalle voci dal lager e dalle lettere dei condannati a morte, certi che dal loro sacrificio nascerà un’Italia migliore.

Fuochi d Artificio_Sovra.inddANDREA BOUCHARD, Fuochi d’artificio (Salani Editore)
Alpi piemontesi, negli anni cruciali della Resistenza. Marta ha tredici anni, è magrolina, poco formosa e ha lunghi capelli biondi che la fanno sembrare tedesca. Un giorno suo fratello Davide, poco più grande di lei, le propone di aiutare la Resistenza contro nazisti e fascisti, all’insaputa degli stessi partigiani, che non li accetterebbero alla loro età. Davide ha un piano geniale, ma Marta si sente piccola, ha paura ed è contraria alla guerra. Il fratello però coinvolge anche Marco, un compagno di cui lei è innamorata, e quando conosce i partigiani da vicino Marta ne rimane affascinata. Così si ritroverà dentro un’avventura più grande di lei, che la esporrà a pericoli spaventosi, ma le permetterà di tirare fuori grinta, fantasia e indicibile coraggio, riuscendo infine a sconvolgere la guarnigione nazista della zona. Un romanzo in cui la fantasia si intreccia con la Storia, rispettandola e celebrandola, ma che va oltre, mettendo in relazione le domande dei ragazzi di oggi con le risposte di allora.

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