Zucchero nero – Miguel Bonnefoy

Titolo: Zucchero nero
Autore: Bonnefoy Miguel
Casa Editrice: 66thand22nd edizioni
Genere: Romanzo
Traduttore: Francesca Bononi
Pagine: 147
Prezzo: 16,00

Il mito di Harry Morgan incantò Salgari e Steinbeck e ispirò molti registi in film di successo; in tempi più recenti indusse una power metal band scozzese a dedicargli un album e affascinò così tanto un cantante italiano che gli “rubò” il nome, ora è divenuto fonte d’ispirazione per l’enfant prodige della letteratura francese, Miguel Bonnefoy. Infatti l’autore narra la leggenda di uno dei più celebri corsari che la storia ricordi nella sua ultima fatica Zucchero nero, 66thand22nd edizioni.

Miguel Bonnefoy è un trentunenne francese nato da madre venezuelana e padre cileno e ha il merito di scrivere racconti ambientati in luoghi che ben conosce ovvero il territorio in cui affondano le sue radici. Zucchero nero  è la storia di una terra, i Caraibi, entrata nel mito per i tesori che nei secoli avrebbe accolto lasciati dai galeoni che i bucanieri assaltavano. Così l’autore costruisce attorno al tesoro del pirata Morgan un romanzo appassionante (tradotto da Francesca Bononi) intrecciando la storia di quel vascello carico d’oro che si incagliò tra le paludi di mangrovie dei Caraibi con quella di una famiglia.

L’apertura del romanzo è un vero capolavoro. Il vascello comandato da Henry Morgan naufraga in mezzo a una giungla inabissandosi nelle aride profondità della terra, lasciando dietro di sè il ricordo del tesoro che portava in grembo ma nessun indizio sulla propria posizione. La descrizione rimanda ai libri d’avventura di mare, al fascino di viaggi meravigliosi. L’abile penna di Bonnefoy ci consegna alcune pagine descrittive sulla rappresentazione della natura di una bellezza strepitosa. E poi un salto temporale di trecento anni. Un villaggio è sorto proprio nel punto  dove l’imbarcazione del pirata Morgan era stata inghiottita dalla foresta, luogo di pellegrinaggio continuo alla ricerca del tesoro da parte di cercatori di belle speranze provenienti da ogni dove,  ma tutti con scarsa fortuna. Un giorno spunta anche uno strano tipo, un improvvisato rabdomante, Severo Bracamonte, che chiederà ospitalità alla famiglia Otero,  proprietaria di una piccola fattoria costruita proprio in quel luogo incantato. Questo è il vero inizio della storia che si snoda lungo qualche decennio attraverso le vite dei diversi personaggi.

Severo è alla ricerca di indizi. Stringe un patto con Serena, figlia unica degli Otero, anche erede di una vasta piantagione di canna da zucchero, e le offre il suo affetto in cambio di indicazioni topografiche. Serena, per nulla interessata al tesoro, è alla disperata ricerca di una vita diversa, stanca del suo trascorrere le serate ad ascoltare la radio nella continua speranza del vedere arrivare l’uomo dei suoi sogni. Severo, persona ambiziosa, ben presto abbandona le sue esplorazioni per interessarsi con passione alla giovane donna – cosicché a poco a poco l’ossessione “divenne soltanto un mezzo per conquistare il cuore di Serena” – e alla sua redditizia attività di famiglia. Bonnefoy, in questa storia, dipinge la foresta caraibica ammaliante e favolosa. Altri cercatori d’oro giungono dagli Otero –Bracamonte e hanno curiose metamorfosi, perché in Zucchero nero tutto può accadere, il reale e l’irreale si fondono, si materializzano vicende imprevedibili e dalla terra rivoltata spuntano tesori diversi ed ecco fiorire il mais, comparire lo zucchero, la melassa e l’acquavite.

La prosa di Bonnefoy è quanto di più coinvolgente si possa desiderare in una lettura. Le vicende si moltiplicano. Circostanze fortuite portano ai due giovani un’insperata piccina da crescere con amore filiale a cui viene imposto il nome di Eva Fuego. Intanto la piantagione si trasforma sotto la guida di un’ormai grande Eva – subentrata nel ruolo di protagonista – in una distilleria. Ancora nessuna traccia della presenza del tesoro di Morgan, ma la ricchezza sempre  presente sotto altre spoglie, proprio come è per la terra venezuelana il cui tesoro nascosto fu scoperto solo negli anni trenta: il petrolio.

Questa favola picaresca per adulti nata dalla nave di un pirata nasconde segreti e passioni e mette al centro della narrazione il suo personaggio principe: il tesoro, dapprima in forma di preziosi e dobloni e poi in zucchero nero. Un protagonista incombente che cammina in tutte le pagine, lasciando al lettore il compito di tracciare parallelismi e giungere a personali conclusioni. Una metafora perché e vicissitudini di una famiglia maledetta ci porgono il ritratto di un paese afflitto dalle sue stesse ricchezze.

E se ancora tutto ciò non avesse convinto il lettore ad approcciarsi a questo meraviglioso romanzo, si guardi la grafica di copertina, talmente seducente da lasciare senza fiato.

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