Data di pubbl.: 2026
Pagine: 349
Prezzo: € 19,00
Valentina Mira nei suoi romanzi si occupa di quello che accade nella nostra società dando alle sue narrazioni un taglio netto di indignazione civile.
Tutto il furore è un libro che sta proprio in questi giorni difficili.
La scrittrice dà voce alle ferite della generazione degli invisibili, umiliata dal capitale e dal lavoro precario e racconta l’involuzione sociale di un Paese che sta scivolando sempre di più verso una deriva pericolosa di ingiustizia sociale.
Cosa resta di una Repubblica democratica fondata sul lavoro? Questa è la domanda che bisogna porsi nella lettura di Tutto il furore, un romanzo corale che ha una funzione civile e sociale, un potente atto di denuncia di un sistema che prende per fame un’intera generazione che non avrà nessun futuro.
Nina, Dionisia, Andrea e Davide sono i quattro protagonisti di questa storia italiana. I quattro hanno in comune la precarietà esistenziale e lavorativa e l’impossibilità di costruirsi un futuro.
I quattro giovani cercano disperatamente di costruire qualcosa, ma soprattutto cercano una dignità esistenziale e un lavoro che permetta loro di realizzarsi nella società.
Nina coltiva il sogno di fare la scrittrice e per sbarcare il lunario si trova a lavorare in una call center di una casa editrice che vende abbonamenti a libri e riveste neofasciste.
Dionisia, aspirante psicologa, fa la cameriera, ma i problemi finanziari sono enormi.
Davide diventa driver in una multinazionale che si occupa di logistica, quella che ha il sorriso nel logo, ma c’è davvero poco da sorridere.
Andrea ex militare è sopravvissuto alla guerra e a un tumore causato dall’uranio impoverito, vive il trauma dell’abbandono da parte dello Stato.
Mira racconta la vita e la disperazione, il malessere e il disagio dee personaggi che rappresentano la precarietà di un’intera generazione prese per fame da un sistema che contempla solo sfruttamento, profitto e umiliazione della dignità umana.
Il solito e disumano capitalismo con tutte le sue mosche (per dirla con Paolo Volponi) che «per produrre cose, la roba, bisognava trattare le persone come roba».
Valentina Mira anche con questo nuovo romanzo dimostra di possedere uno sguardo critico che non cerca mai di compiacere chi legge.
È una scrittrice che sceglie la strada della rivolta, della letteratura come atto di resistenza e denuncia.
Tutto il furore è un romanzo che non vive in pace con lo spirto del nostro tempo perché la sua autrice scrivendolo ha avuto tutte le intenzioni di smascherare nelle viscere questo nostro presente catastrofico in cui esiste una generazione che a fatica lotta per la sopravvivenza: uomini e donne alle quali viene negato un lavoro dignitoso e un futuro tranquillo.
Mira con un lessico crudo e diretto, senza mai rinunciare a un realismo ruvido e disturbante, ci regala uno straordinario romanzo politico e sociale, un atto di denuncia ribelle e disobbediente del capitalismo, padre di tutte le ingiustizie sociali.
Questa è la letteratura che ci piace che sa fare molto male con il suo furore e i suoi schiaffi potenti, che ci fanno pensare, riflettere e soprattutto indignarci.


