Sotto gli occhi dell’Agnello – Roberto Calasso

Titolo: Sotto gli occhi dell'Agnello
Autore: Roberto Calasso
Data di pubbl.: 2022
Casa Editrice: Adelphi
Genere: saggistica
Pagine: 107
Prezzo: € 13,00

Adelphi continua a pubblicare un gruppo di scritti che Roberto Calasso aveva portato a compimento prima della sua scomparsa.

Dopo Bobi,  Memè Scianca e Ciò che si trova in Baudelaire, adesso esce Sotto gli occhi dell’Agnello.

Si tratta di bevi considerazioni antiteologiche sul libro dell’Apocalisse. Quando la conoscenza con la sua intelligenza sconfigge le illusioni farneticanti di ogni credo.

Calasso, portatore laico di conoscenza, in questi frammenti  entra nell’Apocalisse, un’opera che ha la presunzione di custodire il destino del genere umano.

In realtà l’Apocalisse è la vendetta sui Vangeli, un libro di vendetta che ignora i dubbi con la sua lingua legnosa e grezza.

Per Calasso l’Apocalisse è l’autodistruzione del cristianesimo: «Dopo l’Apocalisse la cristianità, quasi per nasconderne il carattere nefasto, fiorì come un terreno rigoglioso e avvolgente, grazie alla lturgiua. Ogni momento della vita veniva accolto e spiegato. Il richiamo ai Vangeli era sempre più debole e remoto».

Il risultato è una Chiesa – partito ramificata ovunque. Passarono alcuni secoli è la cristianità divenne un completamento della vita borghese.

La lettura che ne fa Calasso è inevitabile.

Calasso vede l’Apocalisse antitetica a ogni parola di Gesù e ha finito per essere la conclusione del Nuovo Testamento, così sfigurandolo. «Qui non si parla di uomini riscattati o salvati, ma di schiavi. Sono tutti schiavi, anche i profeti. Unica figura inavvicinabile e sovrana fra i mostri distruttori è l’Agnello da cui sgorga il sangue».

L’Apocalisse come tradimento del messaggio di Gesù. Un libro in cui la vendetta e la violenza impongono la presenza dell’uomo secolare che oggi, afferma Calasso, non sa più pensare.

«Agli uomini secolari viene offerto un fascio di possibilità religiose. Tutte fragili. E l’uomo secolare vuole qualcosa che sia tutto suo».

All’uomo secolare che generalmente si sente buono (in realtà si percepisce solo l’impressione del suo essere buono) Calasso contrappone l’uomo laico. Perché nella vita è più importante conoscere e non credere. «Ma l’Apocalisse ignora i dubbi».

L’Agnello viene ucciso all’inizio di tutto con un’arma a punta che gli apre un foro nel petto, da cui continua a sgorgare sangue. L’uomo secolare con le sue bugie dogmatiche con quel sangue continua a sporcarsi le mani

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