Salone del libro – Il ricordo del grande Lucio Dalla

Ma due occhi che ti guardano così vicini e veri…” Così: vicini, veri, profondamente commossi erano gli occhi di Marco Alemanno nello straordinario, intenso incontro dedicato a Lucio Dalla che si è tenuto sabato 18 Maggio al Salone del libro.

 

Compagno, amico, fratello e, per sua stessa definizione, sorella di Lucio, Marco ha voluto raccontare in un libro, “Dalla luce alla notte” ed. Bompiani, l’anima imprendibile, sorprendente e geniale del grande artista. Un libro sicuramente non facile nell’elaborazione, nato non subito, ma non troppo tardi, che ci regala un ritratto intimo di Dalla, della sua quotidianità e della sua naturale bizzarria.

 

Nell’incontro, la trovata geniale di Lucio di allestire nella casa “la stanza dello scemo”, la sua esasperata passione per il Natale che ogni anno si trasformava in “Alberosi” e “Presepite”, il suo infantilismo di eterno Peter Pan felice e consapevole si sono quasi materializzati attraverso le parole di chi con tanto affetto ha voluto raccontarceli.

 

Accanto a Marco, Roberto Vecchioni, amico e profondo conoscitore dell’artista Dalla, con la sua straordinaria affabulazione ha richiamato alla memoria le “bevute” giovanili a Bologna, il comune viscerale amore per la poetessa Alda Merini, ma ci ha anche descritto l’eccezionalità di Lucio, la sua voglia di novità e di sperimentazione, il suo cogliere l’arte in ogni momento della vita.

 

In quella terribile serata del primo marzo dello scorso anno, fra il primo ed il secondo tempo del concerto che stava tenendo, Lucio, come un’eterna birba, scherzava nel backstage con i tecnici e “voleva sentirsi un bambino nella cucina di casa con la mamma ai fornelli; un bambino di sette anni con la paura di non avere fatto i compiti per il giorno dopo”. Chissà, forse ora lo è.  

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