Pulitzer, la narrativa è rimasta senza vincitore

Per la prima volta in 35 anni (l’ultimo caso risale al 1977) il premio Pulitzer per la narrativa non è stato assegnato. Tra i riconoscimenti attribuiti ieri per l’edizione 2012 spicca infatti il “No Award” della categoria fiction: la giuria ha ritenuto che nessuno dei tre finalisti fosse meritevole di ricevere la canonica somma di 10mila dollari; si tratta di Train Dream di Denis Johnson, Swamplandia di Karen Russell e il romanzo postumo The Pale King di David Foster Wallace.

A differenza dello scorso anno, dove a trionfare è stato l’acclamatissimo Il tempo è un bastardo di Jennifer Egan, nessuno dei tre libri in gara è stato ritenuto sufficientemente efficace nel raccontare la realtà a stelle e strisce, visto che l’onorificenza era destinata a un ”autore preferibilmente impegnato nella descrizione della vita americana”.

Nel complesso, dal 1918 a oggi, è la nona volta che la commissione della Columbia University decide di tenere nel cassetto il premio per la narrativa. La bocciatura va presa però con le pinze: nel 1941, altro anno di magra per i romanzi, tra i finalisti c’era infatti Per chi suona la campana di Ernest Hemingway, un’opera entrata poi nel gotha dei classici del Novecento.

Ecco i vincitori nelle altre categorie letterarie: George Kennan: An American Life di John Lewis Gaddis per la biografia, Malcolm X di Manning Marable per la storia, The Swerve: How the World Became Modern di Stephen Greenblatt per la saggistica, Life on Mars di Tracy Smith per la poesia e Water by the Spoonful di Quiara Alegría Hudes per il teatro.

Fonte: Panorama Libri

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