Premio Strega: il vincitore è Walter Siti (Rizzoli)

Grande frenesia, attesa, pathos, senso autentico della gara per il Premio Letterario più ambito dell’anno. Ieri sera, 4 luglio 2013, nello storico e consueto scenario del Ninfeo di Villa Giulia in Roma, si è conclusa la sessantasettesima edizione del Premio Strega che ha decretato come vincitore, è bene dirlo, senza grandi colpi di scena perché lo scrittore era già dato come favorito nei giorni precedenti, Walter Siti con il suo “Resistere non serve a niente” (Rizzoli).

Siti si è imposto sugli altri scrittori con oltre 165 voti seguito da Alessandro Perissinotto, 78 voti, che, con “Le colpe dei padri” (Piemme) ha condotto una lotta strenua con Paolo Di Paolo e il suo “Mandami tanta vita” (Feltrinelli), 77 voti, aggiudicandosi poi il secondo posto per un soffio. Quarto e quinto posto rispettivamente per Romana Petri con “’Figli dello stesso padre”’ (Longanesi), 63 voti e Simona Sparaco con “’Nessuno sa di noi’” (Giunti), 26 voti..

Il seggio è stato presieduto da Alessandro Piperno vincitore della scorsa edizione del Premio che ha ammesso di “vivere da giurato un’emozione diversa e godere quest’anno di una competizione che non lo vedeva protagonista”. Su 460 aventi diritto al voto, si sono espressi in 412 dei quali, novità di questa edizione, 168 con il voto elettronico. Tre le schede bianche.

Anche quest’anno lo spoglio delle schede fino alla proclamazione del vincitore è stato seguito dalle 23,30 in diretta televisiva su RaiUno, con la conduzione di Laura Chimenti e Antonio Caprarica, confermando l’interesse multi mediatico per un Premio Letterario che appare come un vero e proprio moltiplicatore delle vendite per gli autori e le case editrici in gara.

A stemperare la tensione e la scia di polemiche che naturalmente caratterizza un Premio così popolare e importante, il Presidente della Fondazione Bellonci, Prof. Tullio de Mauro che, al di là di tutto, ha definito il premio Strega come “un moltiplicatore della lettura in un Paese che legge poco”.

La crisi economica, il mondo sotterraneo e senza scrupoli della finanza, il rapporto non sempre facile con il padre, l’impossibilità di avere un figlio sono stati i temi dominanti della cinquina finalista. In questa sessantasettesima edizione del Premio il realismo, che diventa quasi attualità, ha scavalcato la narrativa e in tutte le opere sono state delineate figure maschili. Nell’opera vincitrice Siti ha scelto come protagonista uno spietato giocoliere della finanza, ma ha voluto quasi rendercelo simpatico”ho fatto una scommessa. Ho pensato un personaggio che fa cose molte brutte ma ho cercato di renderlo simpatico”, ma negli altri romanzi in gara i protagonisti sono stati i padri. Come sottolineato dalla scrittrice Dacia Maraini, ospite illustre del tavolo Rizzoli, “ in questa edizione si è avvertito un gran bisogno del sentimento della paternità” “nessuno può sfuggire alla domanda al proprio padre – Sei contento di me -?“ ha dichiarato Perissinotto commentando il suo libro.

Interventi di diversa natura per le donne del gruppo dei finalisti. Una amara constatazione per Romana Petri che ha sottolineato “questo non è un premio per donne nè giovani nè vecchie. E’ dura, fate il calcolo: considerate il numero degli Strega e vedrete quante donne hanno vinto”.

Soddisfazione invece per la giovane Simona Sparaco che ha dichiarato “comunque è già una vittoria trovarmi tra i cinque e aver pubblicato questo libro difficile che è tra i più venduti dei cinque libri in cinquina con 80-90mila copie in cinque mesi. È già un grande successo”.

Quasi commovente Paolo di Paolo che con sincera emozione ha commentato “questa serata è la realizzazione di quando ero bambino. Lo Strega si può criticare in molti modi ma chi vuole fare lo scrittore in Italia sogna di far parte di questa competizione”.

 Grande assente della serata è stato il nuovo sindaco di Roma Ignazio Marino, presente invece l’ex sindaco Gianni Alemanno che dopo aver votato si è seduto al tavolo della casa editrice Piemme (Gruppo Mondadori). Vicino al tavolo Rizzoli anche l’ex sindaco Francesco Rutelli con la moglie Barbara Palombelli. Al tavolo Rcs, Paolo Mieli, Cesare Romiti e a quello della Longanesi il presidente amministratore delegato del gruppo Gems, Stefano Mauri e Giacomo Marramao. Tra i tavoli a salutare gli amici anche Stefano Rodotà e Antonio Padellaro.

Un parterre di ospiti nutrito che come ogni anno ha dimostrato la grandezza di una manifestazione  editoriale di prestigio che ha tutto il sapore di una festa di gran gala.

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