L’uomo dei sogni – Jean-Christophe Rufin

Autore: Jean-Christophe Rufin
Titolo: L’uomo dei sogni
Traduttore: Alberto Bracci Testasecca
Editore: edizioni e/o
Pagine: 407
Data di Pubblicazione: ottobre 2012
Prezzo: € 18.50

Siamo in Francia, negli ultimi decenni del Quattrocento. Jacques Cœur è un ragazzo di Bourges timido e riflessivo, figlio di un semplice pellicciaio. Abituato dall’atteggiamento paterno alla sottomissione dei potenti, nulla sembra presagire l’incredibile destino di questo personaggio realmente esistito.  Jacques, invece, curioso per natura, avido di novità, intelligente e, soprattutto, sognatore, riesce a risalire la scala sociale, diventando argentiere al servizio dei Re di Francia Carlo VIII, intrecciando rapporti con mercanti e borghesi per contribuire alla costruzione di una classe intermedia tra l’aristocrazia e il popolo, una classe in grado di risollevare la Francia impoverita dalla Guerra dei Cent’anni e di riportare fiducia, benessere, prosperità. Tutto ciò porta a Jacques grandi onori e un’immensa ricchezza, anche se non è il denaro il motore delle sue azioni: “Denaro, titoli: niente di tutto ciò contava per me. Ciò che mi faceva agire era il sogno di un altro mondo, un mondo di luce e di pace, di scambi e di lavoro, un mondo di piacere in cui il meglio degli uomini sarebbe riuscito ad esprimersi altrimenti che inventando nuovi modi di uccidere il prossimo” (p. 212).

Idealista, si trova suo malgrado a vivere in un mondo di interessi e a fare i conti con una dolorosa solitudine, in fondo quasi quanto un ragno intrappolato nella sua stessa tela. E’ in questo stato d’animo che conosce e s’innamora della bellissima Agnès Sorel, la favorita di Carlo VIII, la dama raffinata ritratta dal pittore Fouquet. Un amore forte ma destinato alla sfortuna: invidiato per il suo potere, sospettato di alto tradimento, Jacques conosce prigionia e tortura. Privato della sua immensa fortuna, è costretto a vivere da fuggiasco tra Italia e Grecia, braccato da sicari per tutti gli anni che gli restano da vivere, attendendo la morte senza paura, quasi come una liberazione “Posso morire, perché ho vissuto. E ho conosciuto la libertà” (p. 400)

Una storia vera, avvincente, raccontata con grande passione senza rinunciare alla veridicità storica; l’autore sembra seguire con il suo sguardo benevolo questo straordinario eroe che viaggia in tutto il mondo conosciuto, ed esplora tutti i sentimenti dell’animo umano: ambizione, curiosità, paura, dolore, ma anche amore e felicità. Jacques si muove a cavallo di grandi sconvolgimenti storici, in un’Europa nella quale il vassallaggio, la cavalleria e le crociate stanno lasciando spazio allo sviluppo della borghesia, del commercio, dell’artigianato e dell’arte, determinando il passaggio tra Medio Evo e Rinascimento.

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Chiara Barra

Se dovessi partire per un’isola deserta, e potessi portare con me soltanto un libro...sarebbe un’ardua impresa! Come immaginare la vita senza il mistero di Agatha Christie, la complessità di Milan Kundera, la passione di Irène Nemirovsky, l’amarezza di Gianrico Carofiglio, il calore di Gabriel Garcia Marquez, la leggerezza di Sophie Kinsella (eh sì, leggo proprio di tutto, io!). Ho iniziato con “Mi racconti una storia?” e così ho conosciuto le fiabe, sono cresciuta con i romanzi per ragazzi che mi tenevano compagnia, mi sono perdutamente innamorata dei classici...che ho tradito per i contemporanei (ma il primo amore non si scorda mai)!

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