La resa – Fernando Coratelli

Titolo: La resa
Autore: Coratelli Fernando
Casa Editrice: Gaffi editore
Genere: Romanzo
Pagine: 410
Prezzo: 16.90 €

 

Un attentato nel cuore di Milano, posto in atto all’inizio di questo millennio da quattro giovani islamici cresciuti in Italia, ma totalmente delusi dalla civiltà occidentale in completo disfacimento: questo è il fatto angosciante e terribile da cui parte il romanzo distopico di Coratelli.

L’autore rappresenta una resa, un’ incapacità di opporsi all’aggressività esterna della nostra attuale società attraverso le storie di personaggi tra i trenta e quarant’anni con vite disordinate, tra fretta continua di arrivare (a cosa? dove?) e appuntamenti per aperitivi. Tommaso è un antiquario, Agata una manager rampante, Andrea un piccolo faccendiere impegnato in traffici poco puliti e Teresa un avvocato: vivono rapporti insoddisfacenti, sospesi tra desideri impossibili e palese incomunicabilità . Ci sono naturalmente anche i poliziotti, i servizi segreti: uomini e donne al confine della crudeltà, in una linea d’ombra necessaria per tentare la salvezza della civiltà. I protagonisti sono credibili,  ma nell’ingranaggio della narrazione finiscono per essere più che altro dei “tipi”, rappresentativi di una città e di una generazione, più che dei personaggi veri e propri.

In tutto il romanzo il tempo è un elemento che la fa da padrone: frenetico all’inizio tra orari di lavoro e appuntamenti da rispettare da una parte e bombe a orologeria dall’altra. È simbolico di uno scontro, non tra civiltà ma all’interno di noi, che in questa fretta consumiamo gli attimi fino a quelli che possono essere fatali.

Poi tutto si ferma: le vite che corrono contro il tempo e si inchiodano quando un tram esplode a Piazza Cordusio: “Il fiato è corto- la paura, ma anche la polvere. Mamme e padri cercano bambini che piangono, fidanzati che hanno perso il loro amore, amici increduli che non si trovano all’appuntamento. Tommaso non sto arrivando! Dove guardare, chi ascoltare. È così la guerra? Si domanda. Lui fa parte di quella generazione che la guerra l’ha vista solo nei documentari, fa parte di quella generazione che ha potuto decidere di obiettare” (pag.43).

E’ a questo punto che il tempo rallenta: le esistenze devono fermarsi sui dettagli, cambiare corso in qualche modo, ma il disorientamento è l’emozione più forte.

Fa male leggere Milano dilaniata da queste bombe, ma fa ancora più male comprendere che siamo palesemente deboli. Coratelli si ispira a DeLillo, citato all’inizio del romanzo, e ci consegna una serie rapida di scene, di personaggi, di situazioni descritte con una sintassi frammentata, quasi frenetica, che talvolta ci spiazza.

L’emozione che ci insegue anche dopo la lettura è la paura, sentendo a ogni pagina la incombente e inspiegabile realtà che viene narrata: Perché secondo te? Ancora per le guerre in Iraq e Afghanistan ? O perché siamo cattolici e qui c’è il Papa? Perché siamo amici degli americani? Perché? Ci deve essere un perché a tutto questo” (pag.109).

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Milanese di nascita, vive da sempre nel Varesotto. Insegnante di lettura e scrittura non smette mai di studiare i classici, ma ama farsi sorprendere da libri e autori sempre nuovi. Sommelier, abbina quando può un buon romanzo al bicchiere appropriato.

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