Crisi, anche librerie storiche chiudono

Non solo scarseggiano i lettori nel nostro paese, ma il vortice recessivo che ogni settore della nostra economia subisce non risparmia nemmeno antiche tradizioni. Pronta a tirar giù per sempre la saracinesca, la Libreria Don Bosco a Milano aperta da cinquant’anni in via Melchiorre Gioia. Nell’estate 2013 i negozi facenti parte sempre all’editore torinese Elledici, hanno accostato i battenti anche a Genova e Messina e pare che anche le librerie di Firenze e Roma siano destinate a fare la stessa fine. Nel capoluogo lombardo anche le Librerie Riunite di via Dante (70 anni di attività) devono chiudere per colpa dell’affitto divenuto ormai insostenibile per il titolare Carlo Civita. I fattori di questa decadenza non sono solo i costi di mantenimento delle strutture e la crisi economica, ma vanno forse ricercati anche nell’avvento delle nuove tecnologie dell’editoria digitale; oltre agli incresciosi numeri che testimoniano la sempre meno attitudine italiana di sfogliare un buon libro.

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  • andrea bartolozzi

    Il problema vero non e’l’editoria digitale,ma la mancanza di lettori e il numero ,secondo me,elevatissimo di nuovi titoli ogni anno,questo fa si che le librerie devono avere un magazzino enorme con costi esagerati

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