La quarta parete – Giuseppe Perrone

Titolo: La quarta parete
Autore: Giuseppe Perrone
Data di pubbl.: 2021
Casa Editrice: L'ArgoLibro editore - Collana Agorà a cura di Nicola Vacca
Genere: Poesia
Pagine: 118
Prezzo: 14 €

La poesia di Giuseppe Perrone si presta a molteplici interpretazioni, ma una su tutte spicca: quella dell’esperienza, come sottolineato anche da Cosimo Argentina nella sua prefazione.

Nessun componimento si addentra in una astratta ricerca del senso, ma ogni parola converge verso il regno del “reale”. E in questo spazio, che non ammette imprecisioni, perché l’errore è già compreso in esso, la quarta parete è sia un muro che divide, quanto una porta che apre sulla “possibilità”.

Così, Perrone gioca a dadi e crea un Universo in cui è reale tanto ciò che accade, quanto ciò che potrebbe accadere. Nella stanza imperfetta/c’è un di fronte/non è muro/non c’è finestra/un di fronte/confine o spazio aperto/la poesia si scrive da sola/e racconta, il lato oscuro.

E proprio perché ogni verso mostra il lato oscuro della realtà, Perrone si veste dei panni del poeta-osservatore, che non istiga alla reazione perché, dopotutto, il mondo è ciò che appare in ogni istante, con tutte le sue possibilità, con i suoi dolori, i suoi vizi e con le gioie che si manifestano fugacemente.

Mentre l’acqua di fiume scorre/indifferente/i suoi argini si consumano/d’accidia e invidia/mentre una lacrima d’addio scende/silenziosa/i suoi demoni ridono/con peccato e fuoco/nel “mentre”/l’attrazione degli opposti.

Se quindi gli opposti si attraggono, innescando reazioni che scontrandosi si annullano, allora la quarta parete è anche immagine di un’anima che pian piano si impregna di emozioni che danno fiato alla creatività, perché se è vero che la realtà non si trasforma solo con il pensiero, è pur vero che il pensiero e le parole “colorano” la realtà, la interpretano e le danno un’anima.

Così Perrone si fa poeta di fronte alla nuda realtà, quella che non si lascia accarezzare e non si fa addomesticare. E in questo eccesso di lucidità tutto si fa evanescente, nonostante queste parole siano solide, reali, mischiate all’attesa di un varco verso la “vastità delle possibilità”.

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Martino Ciano

Classe 1982, vive a Tortora, comune della provincia di Cosenza. Promesso ragioniere, lascia la partita doppia per la letteratura, la poesia, la musica e il giornalismo. Si laurea in Scienze Storiche all’Università La Sapienza di Roma. Attualmente è corrispondente per l’emettente televisiva Rete 3 Digiesse. Nel 2011, l’incontro con Gli amanti dei libri, per cui cura la rubrica Amabili letture. Collabora anche con le riviste letterarie Euterpe, Satisfiction e Zona di Disagio di Nicola Vacca. Ama scrivere racconti, alcuni dei quali sono stati pubblicati su siti e riviste on-line. Tra questi, La logica del difetto è nel catalogo dalla Bla - Bookmark Literary Agency di Paolo Melissi. La sua pagina personale facebook è Dispersioni 82. AMABILI LETTURE: I libri che mi piacciono, i classici che mi hanno formato, il profumo delle parole che mi hanno riempito l’anima. Sono un lettore anarchico, che si sposta da un genere all’altro con il solo obiettivo di saziare le mie curiosità. Voglio condividere con voi le mie impressioni sulle opere che mi hanno reso un divoratore di parole. In questo spazio verrà data voce agli esordienti, agli autori dimenticati, ai poeti, ai sognatori, agli irregolari. La letteratura è arte e scrivere d’arte è il mestiere più bello del mondo.

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