Incontro con Marta Chiavari, autrice del libro “La quinta mafia” e con gli autori del libro “Mafia a Milano”

Anche a Milano finalmente non è più un tabù parlare di mafia e criminalità organizzata. Martedì 24 gennaio la prestigiosa sala Alessi di Palazzo Marino, sede del Comune del capoluogo lombardo, ha ospitato un dibattito incentrato sulla presentazione di due libri sul tema della mafia al Nord. Ospiti del sindaco di Milano Giuliano Pisapia, assente per malattia, nel dibattito moderato dalla giornalista di Telenova Adriana Santacroce, Marta Chiavari, autrice di “La quinta mafia” e Mario Portanova, Giampiero Rossi e Franco Stefanoni, autori di “Mafia a Milano”. Milano si è da pochi giorni dotata di un comitato antimafia che affiancherà il sindaco, in cui siede tra gli altri il sociologo Nando Dalla Chiesa, presente al dibattito, e anche di una commissione consiliare antimafia. <<Esiste una mafia di cui è responsabile il Nord che ha sottovalutato il fenomeno e per certi versi lo ha accettato – ha detto Marta Chiavari - a Novara un imprenditore è stato ucciso con la lupara e non dimentichiamoci poi gli spacciatori di droga brianzoli. Con le infiltrazioni mafiose, anche il territorio del Nord Italia si è trasformato; basti pensare alla penetrazione dell’ndrangheta a Seregno>>. Proprio la ‘ndrangheta, la mafia calabrese, è quella che meglio ha attecchito nel Nord Italia, rispetto alle altre organizzazioni criminali; anche a Milano, come testimonia il libro di Portanova, Rossi e Stefanoni. <<La presenza di cosche calabresi è molto forte nell’hinterland milanese – ha sottolineato Stefanoni – con gli stessi cognomi che si ripetono da generazioni; il settore preferito è quello dell’edilizia>>. <<A Milano ci sono tutte le mafie dagli anni 60 – ha osservato Rossi – con i soggiorni obbligati; la mafia è riuscita a colonizzare tutto il Nord, dove purtroppo l’economia non si è rivelata essere impermeabile alle lusinghe della criminalità organizzata>>. La politica ha le sue responsabilità in tutto questo. <<Milano ha accettato finora di mettere la testa sotto la sabbia con un negazionismo imbarazzante – ha insistito Rossi – ma ci sono finalmente segnali in controtendenza>>. Per Portanova <<gli ndranghetisti non sono alieni, ma radicati nella società da almeno 40 anni, con continui contatti con il mondo della politica>>. Tra il pubblico era presente anche l’applauditissimo Gianni Barbacetto autore del libro “Le mani sulla città”. <<La politica finora ha negato il problema mafia a Milano, che è un problema nostro e non d’importazione; la mafia ha saldi rapporti con la politica, come dimostrano le condanne di alcuni imprenditori del Nord per associazione mafiosa>>. A tirare le fila ha provveduto Dalla Chiesa. <<Finora l’ndrangheta ha fatto ciò che ha voluto - ha evidenziato il sociologo - i Comuni lombardi con beni confiscati alla mafia sono ben 180; c’è bisogno di grande attenzione soprattutto nei piccoli Comuni. Alla mafia non interessa il Parlamento, ma l’ufficio tecnico del Comune>>. 

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