Il gioco degli specchi – Andrea Camilleri

Titolo: Il gioco degli specchi
Autore: Camilleri Andrea
Casa Editrice: Sellerio
Pagine: 274
Prezzo: 14

 

 
” Nonsi, dottori il burdello è per la scascioni che in quanto che dintra di essa lei, 
che sarebbi la macchina, esso lui, che sarebbi sempri Spinoccia, 
dissi che attrovavasi un morto in stato cataferico.”

Ebbene sì, il maestro Camilleri “c’inzertò” un’altra volta, regalando ai suoi lettori l’ennesima perla dal sapore tutto italiano, come ognuno dei moltissimi romanzi dedicati al commissario Montalbano.
A proposito di Montalbano… non è più tanto giovane, il commissario, oramai, e il peso degli anni inizia a farsi sentire molto più di quanto vorrebbe. Ed è forse proprio per questo che il geniale poliziotto trova tanto difficile…
resistere alla corte, anche se palesemente fittizia, della bella torinese Liliana, sua vicina di casa sposata con un affascinante ed assente rappresentate di computer.
Il caldo, però, fa brutti scherzi e, come Camilleri insegna, la Sicilia di miraggi è maestra e la meravigliosa perla del nord potrebbe essere poco più di un riflesso in una casa di specchi del luna park cittadino.
Tra lettre e telefonate anonime, loschi giri di droga e famiglie mafiose, il buon commissario e i suoi fedelissimi Giuseppe e Mimì ben presto si troveranno a non saper più dove sbattere la testa… ma si sa, l’intuito di Montalbano è unico e nessun criminale gli può sfuggire a lungo!
Ennesimo, nemmeno a dirlo, successo di Camilleri, il Gioco degli specchi è un giallo dalla trama fitta ed intricatissima che, però, non manca di quell’atmosfera così nostrana che è marchio di fabbrica di questo autore straordinario, che ormai da anni accompagna, con la sua scrittura scorrevole e divertente, anche se così particolare, i momenti di relax di migliaia di italiani.
I personaggi di Camilleri sono quelli che tutti abbiamo imparato a conoscere: il donnaiolo impenitente Mimì Augello, l’intuitivo e fedele ispettore Giuseppe Fazio, il buono e un po’tonto Catarella… tutti contribuiscono a creare il sapore unico di romanzi che non perdono mai la loro autenticità. Perché certo, Montalbano forse sta invecchiando… ma il suo pubblico cresce sempre e di lui non si stancherà mai.
Il mio consiglio, per chi volesse, con questo romanzo, avvicinarsi al mondo di Vigàta, è di non lasciarsi scoraggiare dal linguaggio, inizialmente forse un po’ostico, ma di lasciarsi trasportare nel sole di una Sicilia vera e pura ad assaggiare, insieme a tutti noi, popolo vigatese, gli immancabili arancini della “cammarera” Adelina.
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