Data di pubbl.: 2026
Pagine: 372
Prezzo: € 24,00
Dintorni di Milano, 11.00 del mattino del 26 marzo 2013. Un ragazzo che sta facendo jogging attraversa un ponte sopra la ferrovia e vede il corpo di un uomo accanto ai binari. La polizia recupera il cadavere martoriato. Chi è il morto? Come è finito lì? È un suicidio o qualcuno lo ha spinto di sotto?
Con queste prime, inquietanti pagine, si apre il racconto di un’amicizia difficile, tormentata e diseguale, quella fra Ettore Penni e Achille Lanzetti, lombardo il primo, toscano il secondo. Quasi dieci anni li separano ma ad unirli è la passione per la finanza e la magia dei loro nomi di battesimo, quelli di due eroi della mitologia: il principe troiano Ettore e l’imbattibile guerriero greco Achille. E come nel racconto mitologico se Ettore fa scelte ponderate, cerca di essere corretto ed equanime, così Achille è impulsivo, irruente, preda sovente di un’ira funesta che danneggia non solo lui, ma chi gli sta accanto. Si sa, però, che il mondo che i nostri eroi abitano, quello della finanza, è sovente popolato da squali sopravvivere ai quali non è facile. Eccoli, dunque, nel 1990 a Milano di fronte a una bistecca alla fiorentina pronti a iniziare un sodalizio che durerà poco più di vent’anni.
Il giovane Ettore è rimasto orfano del padre da ragazzino, un dolore che impiegherà anni a metabolizzare e che lo spinge alla ricerca di un ‘padre sostituto’. Alto e prestante, giocatore di basket da ragazzo, c’è un’altra terribile perdita che lo perseguita: quella dell’amico del cuore Danny, morto suicida. Due assenze che gli saranno in qualche modo fatali nel suo giudizio verso Achille. Gli ottimi risultati negli studi e la bravura nel basket lo portano per un anno a studiare in America e al suo ritorno alla Bocconi dove si laurea a pieni voti. Il suo campo di azione sono i derivati – contratti finanziari il cui valore è legato all’andamento di un’attività sottostante come le azioni, i tassi d’interesse, le valute, l’oro, ecc – e la gestione dei rischi finanziari. Ettore schiva abilmente buona parte del servizio militare e cerca un impiego. Assunto in banca a Bergamo vuole però di più e l’incontro con Achille rappresenterà il salto di qualità al quale aspira.
Achille è un ex sessantottino trasformatosi negli anni nel suo opposto. Nel 1990 è a capo della sala operativa della IB Capital Markets di Milano e offre a Ettore la gestione del desk dei derivati. Lui acconsente, passa tre mesi a Londra per uno stage e al suo ritorno gira l’Italia per presentare il lavoro della IBCM. A Milano, intanto, il sodalizio fra i due è diventato una vera amicizia fatta di uscite serali, feste, bevute, incontri. Achille è sposato, ma il matrimonio non va bene e persino la IBCM ormai gli va stretta. Insieme a Ettore crea una SpA, la LAPEN dalle iniziali dei loro cognomi, dove però il socio di maggioranza è lui, Achille. Solo col tempo Ettore si renderà conto dell’errore commesso accettando quello stato di cose. Gli anni passano, la società cresce e si fortifica, Achille divorzia e va a vivere con l’amante, Paola. Ettore, fidanzato con Monica, conosce Claudia e se ne innamora perdutamente, ma è un uomo d’onore e alla fine accetta di sposare Monica. Vuole una famiglia, vuole essere un padre, replicare un modello che troppo presto gli è stato tolto, ma ci riuscirà solo anni dopo e non con Monica. Il 2008, anno horribilis per i mercati finanziari, travolge in parte anche la LAPEN. Servono azioni concrete e immediate, serve una chiara visione del futuro, ma Achille sembra non averla. Quel che è peggio, non sembra neppure in grado di ascoltare i suggerimenti di Ettore avvolto com’è in un delirio di onnipotenza. Eppure, già due anni prima, proprio Ettore gli aveva suggerito la trasformazione della LAPEN, diventata banca d’investimento e quotata in Borsa, in una banca digitale sul modello di quanto già in atto negli Stati Uniti. Insieme avevano costruito tanto, sfidato il mondo, edificato l’impossibile dal nulla. Ma Achille è sordo, compie scelte scellerate che si riveleranno un boomerang feroce. Poco alla volta, e nel modo peggiore, Ettore si renderà conto di aver investito aspettative, amicizia, solidarietà, complicità nell’uomo sbagliato, di aver rivestito Achille di panni che non gli appartenevano. Sono stati a lungo eroi insieme. Ora sono l’un contro l’altro armati, senza scampo. Le mura di Troia diventano le pareti di un lussuoso ufficio milanese mentre la fine si avvicina spietata.
Claudio Righenzi, alla sua seconda, ottima prova letteraria, affronta un tema spinoso e difficile usando come scena un mondo, quello della grande finanza, a lui ben noto: il trasformarsi di una sfida e di un’amicizia in una lotta mortale così come nel tempo ogni essere umano muta e non sempre in meglio. Eppure, ci diciamo noi lettori, Ettore, voce narrante della vicenda, avrebbe dovuto fidarsi di alcune inequivocabili sensazioni che per carattere e storia pregressa ha invece scelto di ignorare. Perché non sempre un rischio rappresenta un’opportunità e non tutto, come Ettore crede, può essere tenuto sotto controllo. E poi, come dice la bella citazione pirandelliana all’inizio del libro: È molto più facile essere un eroe che un galantuomo. Eroi si può essere una volta soltanto; galantuomini, si dev’essere sempre.


