Bastava non farsi coinvolgere – Paolo Fiore

Titolo: Bastava non farsi coinvolgere
Autore: Paolo Fiore
Data di pubbl.: 2020
Casa Editrice: L'Argolibro editore
Genere: Narrativa
Pagine: 283
Prezzo: € 15,00

Il signor Danzica è forse il protagonista di un romanzo che Massimo sta leggendo durante i giorni di un’estate afosa. Subito ci travolge una dimensione atemporale in Bastava non farsi coinvolgere, il nuovo libro di Paolo Fiore che contiene un intrigo di storie e infiniti romanzi in un romanzo.

Massimo che si appassiona alle vicende di Danzica, un agente segreto inviato in una terra remota per recuperare mappe e che ogni mattina kafkianamente si guarda allo specchio e si vede inquieto in quel neo sul viso  che lo turba sempre mentre si rade.

Accade tutto e non accade niente nelle trame complesse di queste storie che ci conducono a città immaginarie, fiabesche ma anche invisibili come Dàrida, che somiglia molto a una congettura di Borges, a un’intuizione metafisica di Calvino.

Bastava non farsi coinvolgere, ma sappiamo che è difficile quando fa finzione incontra la realtà, il verosimile si sposa con il probabile e tutto scorre seguendo un fare decostruttivo in cui ogni situazione viene fatta e disfatta.

Fiore costruisce questo suo nuovo romanzo come un rompicapo in cui il lettore Massimo entra nella storia del protagonista Danzica.

Il lettore è imbarazzato, disorientato e quindi a sua volta coinvolto fino alla fine dall’intrigo romanzesco tutto avvolto nel mistero di una narrazione labirintica che Paolo Fiore ha voluto costruire intorno ai personaggi principali di questa storia che va letta da parte nostra come un rebus senza alcuna soluzione.

E poi c’è un telefono che squilla, una voce di donna che arriva da un altro tempo. La storia del romanzo nel romanzo è ricca di suggestioni letterarie e noi lettori ci lasciamo coinvolgere nei dedali del pensiero che Paolo Fiore costruisce intorno al signor Danzica, per in una terra desola in cerca di mappe. Massimo è il primo lettore che si è lasciato coinvolgere da questo   suggestivo incubo immaginario e lo attraversa tutto nella sua estate noiosa.

Bastava non farsi coinvolgere lo si può definire un romanzo sulla decostruzione, uno straordinario gioco letterario che noi siamo costretti a leggere come un rompicapo. Come benefico a lettura ultimata avremo addosso una vertigine, un sano e proficuo disorientamento che non ci porterà da nessuna parte mentre di pagina in pagina cresceranno nella nostra mente i numerosi interrogativi che la lettura di questo romanzo – labirinto ci suggerisce.

È questa la forza di Bastava non farsi coinvolgere, un libro che contiene i mondi infiniti del romanzo e allo stesso tempo li annulla e li nega tutti per consegnare le storie e le controstorie a una sconfinata terra di nessuno dove tutto e il nulla si prendono per mano per camminare insieme nei luoghi della letteratura con le sue illimitate possibilità tutta da esplorare.

«Sarebbe bastato non farsi coinvolgere, …d’altra parte non avrebbero potuto impormelo, pensavo, mentre continuavo a radermi lentamente seguendo le linee della mascella sullo specchio di fronte.

Avrei fatto finta di niente, come altre volte, e sarebbe andata bene anche questa.

Passai il rasoio attorno a quel neo al lato del naso con l’attenzione di sempre per non inciderlo con la lama».

Così inizia il suo racconto il signor Danzica, consapevole che ognuno ha almeno un neo in qualche parte del corpo e bisogna stare attenti a non romperlo perché tutto potrebbe degenerare.

I due protagonisti perdono il controllo nel momento in cui si lasciano coinvolgere, lo stesso autore si lascia coinvolgere nelle storie che inventa, noi lettori ci lasciamo coinvolgere e come loro non riusciamo a tenerci a distanza di sicurezza dalle vicende e dai luoghi di questa   sconfinata zona di disagio che la letteratura fa della vita.

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