Atti di Sottomissione- Megan Nolan

Titolo: Atti di sottomissione
Autore: Megan Nolan
Data di pubbl.: 2021
Casa Editrice: NNEditore
Genere: romanzo biografico
Traduttore: Tiziano lo Porto
Pagine: 304
Prezzo: 19.00

Dublino, 2012.

a una mostra d’arte la protagonista del libro incontra a una mostra d’arte Ciaran, un critico più vecchio di lei. Non particolarmente bello ma ricco di fascino e di una certa dose di magnetismo, la protagonista resta immediatamente colpita dall’uomo invitandolo subito a uscire con lei. Lui accetta, un po’ si presta al gioco della seduzione un po’ la allontana. La ragazza rimane sempre più stretta tra i lacci di una passione che di genuino ha ben poco. Molto il sesso che coinvolge la donna a livello mentale e fisico, grande il fascino che questo uomo esercita e la passione (scambiata nelle prime pafgine per amore) diventa una insana ossessione. Se per la donna non esiste altra persona se non lui, per Ciaran lei è solo un dettaglio nelle sue giornate (o serate) che si può utilizzare e poi gettare via. Le cose iniziano a complicarsi quando la protagonista scopre anche l’intenso legamene tra Ciaran e la sua vecchia fiamma, Freja, una donna distante a cui lui dedica poesie e che incontra regolarmente. Ma una relazione come questa non può continuare ie ben presto è lo stesso Ciaran a staccarsi dalla protagonista e a respingerla in più occasioni, facendo aumentare in lei una forte ossessione e una potente voglia di restare in contatto con quest’uomo che, forse sentendosi gratificato per le attenzioni forse per autocompiacimento, continua a giocare con i sentimenti e le sensazioni della ragazza fino a quando la relazione tra i due si porta su un altro livello. Quella della convivenza. Qui il critico d’arte continua a infierire sulla ragazza, manipolandola, abusandone la mente e obbligandola a umiliazioni sempre maggiori nella speranza di avere delle dimostrazioni di affetto, illudendola di poter conquistare il suo cuore pervertito con l’espiazione di peccati mai commessi e ponendola sempre davanti al confronto e alla presenza-nonpresenza dell’ex amante Freja.

Il dolore è sempre più forte e la protagonista cerca di affogarlo tra alcool e sesso con altri individui e quando decide di chiudere con il sadico fidanzato, lui arriva all’estremo insulto di stuprarla. Nemmeno la fuga lontano riesce a lenire il dolore della giovane. Ogni uomo sembra solo interessato ad avere il suo copro e lei, fragile e spezzata nello spirito finisce per accontentare gli altri odiando se stessa fino a un ultimo atto di coraggio.

Esistono molti libri che parlano del disagio delle persone all’interno delle relazioni e più ne leggo più mi domando se il mondo sia sempre stato così (anaffettivo, eroticizzato e senza speranza) oppure se questa bestialità, questo desiderio di abusare dell’altro (psichicamente e fisicamente) sia frutto di una cultura corrotta, che vede una erotizzazione costante del corpo a furia di una forte esposizione alla sessualizzazione della carne. Tutto è merce, anche i sentimenti, anche i corpi e pertanto tutto si può comprare. Bastano i soldi, basta fingere un affetto (e questo mi sembra una perversione quasi satanica) o supplicare (come fa Mark nelle ultime pagine) con occhi dolci per avere quei cinque momenti di piacere che sembrano di cosi vitale importanza. La cosa peggiore? L’idea che la sessualità presa con la violenza, che il corpo conquistato con la violazione e il sopruso, possa non solo dimostrare la mascolinità di una persona ma possa essere piacevole.

Atti di sottomissione racconta per filo e per segno cosa subiscono troppo spesso (e in silenzio) moltissime donne a causa di una visione distorta dell’amore o a causa di un partner troppo abile nel dissimulare le proprie intenzioni. È uno stillicidio, un viaggio infernale e doloroso che lascia delle cicatrici amare nel lettore (per cui mi immagino nel narratore o nella vitttima che ha subito tutto quello che ha patito) dove il rapporto vittima-carnefice è presentato nei minimi dettagli dalla sua formazione alla sua evoluzione finale.

Non ci sono situazioni di affetto, speranza o redenzioni. Solo cupa distruzione che copre un periodo di tempo estremamente lungo (dal 2012 al 2018) ricco di dolore (malattia dei cari, depressione, alcool) e di incontri sbagliati (noah, mark e altri piccoli uomini).

La lettura procede impietosa, frammezzata di quando in quando da alcuni momenti risalenti al 2019 (quando l’incubo sembra finito) dove un barlume di coscienza commenta (e assiste impotente) il ricordo del dolore passato.

Credo sia una lettura che ogni uomo dovrebbe fare per poter capire che indignarsi non basta di fronte a certe notizie. Occorre imparare a sentire davvero il dolore che queste persone hanno provato e, magari, cambiare la propria visione del piacere e della sessualità.

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Gabriele Scandolaro

Mi chiamo Gabriele e sono un lettore. Ho iniziato a leggere quando ero molto piccolo, complice una nonna molto speciale che invece delle classiche favole riempiva le mie giornate raccontandomi i capolavori teatrali di Shakespeare e di Manzoni. Erano talmente avvincenti le sue narrazioni che, appena mi è stato possibile, ho iniziato a leggere per conto mio. Ma terminato il mio primo libro ne ho iniziato subito un altro. Poi un altro. Da allora non riesco più a smettere di leggere. Quando non leggo o studio, lavoro come Educatore e suono il violino.

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