Addio all’icona del femminismo Doris Lessing, premio Nobel nel 2007

La scrittrice britannica Doris Lessing, premio Nobel per la letteratura nel 2007, si è spenta ieri, 17 novembre,  nella sua casa di Londra: aveva 94 anni.

Nata in Iran nel 1919, quando ancora era Persia, è autrice di oltre 55 libri, racconti e poesie, tra cui L’erba canta (1950), Il taccuino d’oro (1962), Memorie di una sopravvissuta (1974), L’estate prima del buio (1973), continuando a scrivere per tutta la vita, arrivando a svoltare, nelle sue ultime opere,  verso la fantascienza. Amante dei gatti, dedicò loro numerose opere.

Nel 2007  battè lo scrittore statunitense Philip Roth, aggiudicandosi il Premio Nobel per la letteratura come “cantrice dell’esperienza femminile che con scetticismo, passione e potere visionario ha messo sotto esame una civiltà divisa”. All’epoca era l’undicesima donna a vincere il Nobel, oltre che il più anziano autore a ricevere il premio, avendo 88 anni. Commentò con ironia “Visto che non possono assegnare il Nobel a un morto, penso semplicemente che abbiano scelto me perché temevano morissi prima di avere un’altra occasione”.

Famosa è la sua reazione alla notizia della vittoria: arrivata a casa carica di borse della spesa e ancora ignara della vittoria, venne accolta da una folla di reporter accorsi per chiederle un commento sull’assegnazione “Oh Cristo, ho vinto tutti i premi in Europa, un maledetto premio dopo l’altro. Sono proprio contenta di averli vinti tutti: ho fatto scala reale”

Figlia dell’ufficiale imperiale Alfred Tayler crebbe nell’allora Rhodesia meridionale, oggi Zimbabwe, dove ambientò L’erba canta e dove visse per 29 anni. Fino ai 14 anni frequentò la scuola domenicale, abbandonata per dedicarsi agli studi da autodidatta. Sposò Frank Wisdom a 19 anni ed ebbe con lui un figlio e una figlia, che abbandonò per entrare nel Left Book Club, assieme ad altri intellettuali comunisti e socialisti, guidati dal futuro ambasciatore della Germania dell’Est Gottfried Lessing, che sposò e da cui ebbe il suo terzo figlio, Peter. Stanca del movimento, a trent’anni lasciò il marito e si trasferì con il figlio in Gran Bretagna, dove ha vissuto per tutto il resto della sua vita.

Nel 1962, il futuro Nobel sudafricano J. M. Coetzee definì Il taccuino d’oro una «bibbia femminista», un’etichetta in cui la scrittrice non si ritrovò mai completamente.

Doris Lessing descrisse condizioni della vita femminile di cui all’epoca nessuno parlava. Mestruazioni, frigidità, orgasmi. Divenne presto una bandiera della liberazione femminile. Criticò spesso l’immagine della donna moderna , a suo avviso “sfacciata, ma anche bigotta”.

“Un esempio modernissimo di libertà per tutte le donne”, così la descrisse Inge Feltrinelli, amica della scrittrice ed editore che la face conoscere in Italia.

Alla fine degli anni Cinquanta la scrittrice divenne membro onorario di un gruppo noto come Angry Young Men e trasformò la sua casa in un salotto d’incontro di scrittori radicali, critici, commediografi e vagabondi.

Donna dal carattere forte, diretto, ribelle, indipendente, appassionata, irascibile, anticonformista, nel 1998 rifiutò il riconoscimento di Dame of the British Empire sostenendo che “Quell’impero non esiste più”, criticò pesantemente e più volte il presidente americano George W. Bush ritenendolo “una calamità mondiale”.

ll suo editore, Harper Collins, ha precisato che si è spenta serenamente.

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