A tu per tu con… Stefano Callegaro

stefano callegaroSappiamo che la cucina in Italia è un’arte molto apprezzata e da qualche anno anche la tv ne è stata letteralmente conquistata. Il format più conosciuto e popolare è senza dubbio Masterchef. Al Salone del Libro di Torino abbiamo incontrato Stefano Callegaro, vincitore dell’edizione 2015 del cooking-show televisivo e autore di Alla ricerca del gusto (Rizzoli), e gli abbiamo rivolto qualche domanda.

Il tuo non è solo un libro di ricette, è un viaggio in cui spieghi cosa sia per te la cucina: racconti la tua storia, illustri i piatti che per te hanno più valore. Quando hai capito che la cucina era davvero la tua strada?

Molto presto, l’innamoramento verso la cucina è arrivato sin da quando ero giovanissimo, stando vicino a mia madre che è un’ottima cuoca e una vera conoscitrice della cucina. Ho capito che la cucina sarebbe potuta essere anche la mia scelta di vita professionale dopo il trampolino di Masterchef. Ovvero, quando ho capito che Masterchef mi avrebbe potuto dare il coraggio per cambiare quella vita che ancora non avevo avuto il coraggio di affrontare.

Parlando della tua vita e del tuo fratello gemello racconti che al contrario di lui ti sei presto stancato del tennis. Che cos’ha la cucina in più del tennis?

Io personalmente sono una persona molto competitiva e con forte senso agonistico, ma ho difficoltà a esprimermi in uno sport individuale. Infatti ho sempre fatto sport di squadra: rugby, pallavolo… Il tennis è uno sport che coniuga una concentrazione mentale altissima, può addirittura decretare una vittoria e una sconfitta. Io per carattere sono un po’ meno pragmatico di mio fratello e tendo ad avere passaggi a vuoto di questa concentrazione, e ciò non mi ha permesso di avere dei grandi risultati in quello sport. La cucina è un’arte, è un’amore, è la mia forma di espressione preferita. Con la cucina io riesco a dire chi sono, a trasferire l’affetto che ho per una persona. Da sempre in un piatto io comunico qualcosa. Ha tantissime cose in più del tennis anche se sono contesti diversi. Il tennis è un sport meraviglioso ma che non fa per me.

Dal tuo libro emerge un legame con la tua terra molto forte. Che cosa rappresenta?

La mia terra sono le mie radici, il mio retaggio, il mio trascorso e il mio futuro. Mi sento visceralmente legato a questo territorio che è strano perchè fatto di terra e di acqua dove i due elementi si mischiano fino a perdere il confine. In più è un territorio un po’ vessato da territori più blasonati, ma ha una propria dignità e ha pari valore a zone molto più in auge. Il Polesine è una terra fatta di gente schietta, che ha voglia di emergere e fare bene. Io ho voluto rappresentare l’amore per questa terra anche nelle ricette del libro.

Come descriveresti il tuo modo di cucinare?alla ricerca del gusto

Emotivo, schietto e pulito. I miei piatti sono sempre composti di 2/3 ingredienti che non si mescolano ma si orchestrano. Mescolare molti ingredienti e farli armonizzare necessita di una sensibilità che ancora io non ho, da cuoco fino a ieri dilettante. Mi manca ancora questa capacità. Se penso a una cucina che mi rappresenti penso a quella dello chef Canavacciuolo che è in grado con un ingrediente lavorato in 5 modi diversi di fare un piatto che fa venire la pelle d’oca. Da grande vorrei essere Canavacciuolo.

A Masterchef hai detto che la partecipazione rappresentava la possibilità di cambiare vita. E’ cambiata?

La mia vita è drasticamente cambiata, in meglio. Finalmente tutti i giorni mi sveglio con la consapevolezza di fare qualcosa che mi appassionerà e che mi farà battere il cuore. Finalmente sto vivendo e non sopravvivendo. Ho la sensazione di essere nel mio mondo, nel mio ambiente che ha sempre fatto parte di me ma che per mancanza di coraggio o immaturità non è stata mai definita e ragionata. Masterchef è stato la pillola di coraggio che ha ribaltato drasticamente la mia vita.

E adesso, cosa ne sarà di Stefano?

Adesso voglio fare tutti i giorni quello che mi appassiona (e lo sto facendo). Sto promuovendo il libro, ho ottenuto da parte dell’editore di farmi girare l’Italia per presentarlo perché i lettori devono confrontarsi con il proprio autore. Ma ci sono molti altri progetti: sto seguendo una serie di eventi di cucina che la mia agenzia mi ha procurato, vado ogni volta che posso in un ristorante di Rovigo perchè la cucina sarà il mio futuro a breve/medio termine. Vorrei anche riuscire a fare il papà. Sto veramente vivendo una vita frenetica ma meravigliosa.

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