Salone del libro – Massimo Gramellini diverte e commuove l’auditorium

Chiunque sia accorso a Torino questa mattina per sentir parlare Massimo Gramellini di certo non sarà rimasto deluso: il vicedirettore de La Stampa, con lo stile leggero e ironico che lo contraddistingue da sempre, è riuscito a divertire e, allo stesso tempo, commuovere l’intero auditorium del Salone Internazionale del Libro di Torino.

I suoi interventi erano intervallati dalla lettura di ampi brani del suo ultimo libro, “Fai bei sogni”, dalle meravigliose voci di sua moglie, Elisa Galletta e di Pino Ammendola. Il primo brano è il racconto della mattina che ha cambiato la sua vita “Me la ricordo bene, era la mattina tra il 30 e il 31 dicembre 1969 ed io ero a casa per le vacanze di Natale”, quella della morte di sua mamma: “Scrivere quelle pagine è stato difficile, ho dovuto recuperare tutte le parole della mia infanzia”. “A 10 anni ho chiesto alla mia tata ‘Sarai tu la mia nuova mamma?’ e quando lei mi ha detto di no sono corso nella mia stanza e, per la prima volta dopo la morte di mia mamma, ho pianto, perché ho capito di essere solo. Tutti gli altri affetti sono sostituibili, ma l’amore della mamma è uno solo e non lo si può rimpiazzare con nulla”.

Tra i racconti delle donne della sua infanzia “Mia nonna non concepiva i debiti, se ci fosse stata lei a Wall Street ora le cose sarebbero diverse”, aneddoti sulla sua passione sportiva “Mia moglie ha tentato di far sparire la mia passione per il calcio con il rugby, uno sport che sarebbe più adatto a Meggiorini”, ironia e battute per rivendicare la sua grande passione per il Toro “Non sono mai stato bravo in matematica: pensavo che 28+1 facesse 29, invece fa31”, Massimo Gramellini è riuscito a impartire grandi lezioni di vita e a far passare bellissimi messaggi.

“Il dolore è una cosa che dobbiamo affrontare, perché se non lo facciamo non cambieremo mai. In questo momento di crisi non possiamo aspettare che il Padre Eterno intervenga per cambiare le cose, dobbiamo essere noi i primi a cambiare, senza intonarci alla crisi rimanendo fermi. Se dopo un lungo cammino incontri una buca, devi trovare il coraggio di aggirarla o saltarla, altrimenti a cosa è servito camminare fino lì?”

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