A tu per tu con… Alessandra Appiano

Alessandra Appiano è una scrittrice, giornalista e autrice televisiva. Con il suo primo romanzo Amiche di salvataggio (Sperling&Kupfer) è arrivato il successo di pubblico e la vittoria del premio Bancarella 2003. Autrice di numerosi bestseller e di libri umoristici, Alessandra Appiano ha descritto con ironia e partecipazione l’universo femminile del nostro tempo. Collabora con varie testate giornalistiche (Ladies, Diva e donna) e cura su Donna Moderna la rubrica Amiche di salvataggio.  In passato autrice e conduttrice di numerose trasmissioni televisive. è spesso invitata nei talk show della tv e della radio in veste di opinionista e commentatrice di costume.

 Il 2013 è l’anno di Solo un uomo (Garzanti), romanzo che affronta con sensibilità il tema dell’amicizia femminile e della capacità di mettersi in gioco, di reinventare la propria vita.

Partiamo dal titolo del suo ultimo romanzo “Solo un uomo”. Che significato, che lettura si nasconde dietro questo titolo?

Il romanzo, come il titolo, ha tanti piani di lettura…Da un lato possiamo interpretare “solo un uomo” in modo romantico, nel senso che c’è un solo uomo, un solo vero grande amore che conti nella vita. Dall’altro lato possiamo anche permetterci di scherzare un po’, di  intendere  “solo un uomo” in senso relativo e ironico, della serie <<vabbè è solo un uomo, che sarà mai se mi ha lasciato? E che pretendere da lui?>>.

Solo un uomo è uscito a dieci anni di distanza dal suo “Amiche di salvataggio”, premio Bancarella 2003. Al centro, anche in questo caso, il tema della solidarietà e dell’amicizia femminile. In questi dieci anni, sia come scrittrice sia come giornalista, ha indagato molto questa tematica. Cos’ha scoperto?

L’Italia è ancora un paese fortemente (spesso ipocritamente) cattolico e bigotto dove la famiglia è sopravvalutata (e in nome suo si giustificano i peggiori egoismi) e il valore (profondo e nobile) dell’amicizia sottovalutato. Però ci terrei a precisare che  da Amiche di salvataggio sono usciti altri sei miei romanzi, dove ho parlato di tanto altro. E che da Il cerchio degli amori sospesi, il mio penultimo romanzo, ora in edizione economica nei bestseller Garzanti, ho intrapreso un altro percorso:  amo sperimentare, anche se purtroppo è molto difficile scrollarsi di dosso certe  etichette. In Solo un uomo comunque ho voluto raccontare anche il rovescio della medaglia dell’amicizia  femminile: Alice, che ha avuto una vita sentimentale sfortunata, la considera una specie di patto scellerato contro gli uomini. Idealizza Camilla, suo faro luminoso. E Camilla a un certo punto sente tutti i limiti di questo legame così soffocante.

Un altro tema che il libro affronta è quello della grande capacità di rinnovarsi e di rinascere, propria del genere femminile.

Nei miei romanzi ho spesso descritto personaggi  a un punto di svolta: Camilla è una donna di successo, che apparentemente ha avuto tutto dalla vita, ma che sta vivendo una profonda crisi esistenziale.  Siccome è una donna coraggiosa, attraverserà la sua crisi fino in fondo, per cadere e risalire. E infine troverà un modo per aiutare se stessa e la sua amica a risorgere dalle ceneri…Sparendo  in modo misterioso obbligherà  Alice a prendersi la responsabilità del suo futuro. Rinascere, reinventarsi, mettersi in gioco  è la missione  delle persone  dotate di un’energia speciale, di uno spirito  positivo che non nega le difficoltà, ma che non si lascia abbattere da esse.

Dodici lezioni d’amore, questa è una parte dell’eredità che Camilla lascia all’amica Alice. Si può imparare qualcosa dalle proprie esperienze amorose? A volte sembra che noi donne ricadiamo sempre negli stessi errori.

Forse si può imparare qualcosa, ma non si può insegnare niente a nessuno  e i consigli lasciano il tempo che trovano. Sull’amore non c’è nessuna teoria che valga, si  impara tutto sulla propria pelle, e, per dirla alla Camilla: ogni cicatrice è poesia life. Però io non avrei tutta questa paura della sofferenza.  Perché non si soffre mai invano. Spesso arriviamo a conoscerci meglio attraverso esperienze che cataloghiamo come negativeE forse si arriva all’uomo giusto anche attraverso gli uomini  sbagliati.

Nel libro non manca certo una buona dose di ironia, soprattutto grazie alla spumeggiante Camilla. Che ruolo ha l’ironia nella vita delle donne?

L’ironia è fondamentale nella vita di ogni essere umano. E’ la capacità di prendere le distanze da tutte le cose sgradevoli che vediamo o che subiamo con la marcia in più del sorriso. La presa di coscienza del lato comico della vita, che è anche una sorta di liberazione . In questo Kundera (che adoro e di cui ho letto tutto) è un incomparabile  maestro.

Consiglierebbe questo libro ad un uomo? Magari per imparare a conoscere meglio l’altra metà del cielo…

Certo che lo consiglio a un uomo, non si capisce bene perché una scrittrice, quando parla di sentimenti, debba essere etichettata come scrittrice rosa…Nick Hornby nei suoi romanzi non fa che indagare sulle relazioni tra maschi e femmine, e nessuno si sogna di etichettarlo come scrittore “verde pisello”! E poi i personaggi maschili di Solo un uomo sono nel complesso positivi. Alice cerca di scoprire dov’è finita Camilla andando a parlare con gli uomini che l’hanno amata e si troverà di fronte a una serie di sorprese che riguardano non solo la personalità di Camilla, ma l’amore in genere.

 Lascia un messaggio per i nostri lettori, qualcosa sul valore della lettura?

Intanto posso dire che la storia raccontata in Solo un uomo è  terapeutica, perché, senza nascondere la durezza della vita,  porta alla speranza. Tutti i personaggi si riscattano e superano  la loro crisi con coraggio e fantasia. Io non potrei vivere senza leggere e credo che la lettura arricchisca enormemente, peraltro con un investimento iniziale molto basso.  E siccome sono più per gli esempi pratici che per i proclami,  farò qualche nome di scrittore contemporaneo imperdibile: Philip Roth,  Don DeLillo, Elisabeth  Straut, Joyce Carol Oates, Jonathan Franzen. Senza dimenticare il sopracitato Kundera.  La storia  d’amore  tra Tomas e Tereza, i protagonisti de L’insostenibile leggerezza dell’essere, è una delle più belle storie d’amore mai raccontate.

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Chiara Barra

Se dovessi partire per un’isola deserta, e potessi portare con me soltanto un libro...sarebbe un’ardua impresa! Come immaginare la vita senza il mistero di Agatha Christie, la complessità di Milan Kundera, la passione di Irène Nemirovsky, l’amarezza di Gianrico Carofiglio, il calore di Gabriel Garcia Marquez, la leggerezza di Sophie Kinsella (eh sì, leggo proprio di tutto, io!). Ho iniziato con “Mi racconti una storia?” e così ho conosciuto le fiabe, sono cresciuta con i romanzi per ragazzi che mi tenevano compagnia, mi sono perdutamente innamorata dei classici...che ho tradito per i contemporanei (ma il primo amore non si scorda mai)!

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