Data di pubbl.: 2026
Pagine: 253
Prezzo: € 19,00
Perché mai un commissario milanese cinquantenne dalla carriera ben avviata, uomo ‘pacifico, conciliante, gentile’, dovrebbe chiedere il trasferimento alla Polizia Ferroviaria di Napoli? Perché queste sue innate qualità e un animo appassionato lo hanno spinto a tenere in piedi contemporaneamente due relazioni sentimentali. Una con la ricca VIP Isabella, fidanzata ufficiale, l’altra con Deborah, donna in carriera, un rapporto, questo, fatto di sesso e risate che dura da dieci anni. Peccato che entrambe le signore, all’unisono, decidano che è venuto il momento di dare una svolta al loro rapporto, insomma di sposarlo. Il commissario Claudio Bistrotti è messo con le spalle al muro. Incapace di dire un ‘no’ secco, di confessare la sua ‘bigamia’ all’una e all’altra, sceglie la via di minore impatto: la fuga. Ad aiutarlo un segretario regionale di partito, il Frittata, che gli deve un favore.
A Napoli, Claudio ci va in aereo, unico mezzo che proibisce l’uso del cellulare durante il tragitto, visto che alle sue dame ha ammannito la storia di un incarico sotto copertura di durata indefinita. E una volta arrivato ecco il primo incontro con un tassista che lo riempie di domande: tutti poliziotti dell’investigativa in quella stramba città? Claudio è stupito, perplesso e anche affascinato. Il suo nuovo capo, Orsini, lo mette a lavorare nell’ufficio di tale Magnaghi del settore operativo – il poveretto è in ospedale da tempo per un brutto male – a sbrigare pratiche che stazionano lì da chissà quando. Ad aiutare Claudio il sovrintendente Umberto Guerra, bravissimo ma con un terribile difetto: un fiato pestilenziale. Mentre il suo Virgilio nei meandri della Stazione Centrale è la giovane ispettrice pugliese Teresa Del Monte, piccola e tosta come poche. Sarà così che Claudio incontrerà l’Anima di quel luogo singolare, dove tutti sembrano conoscersi fino a formare una grande, amorevole famiglia, Ciociò l’anziana e meravigliosa violinista:
“Lei è Ciociò, commissario. … È qui da sempre, vive in un mondo tutto suo, non fa niente di male, non chiede nulla, suona come l’hai ascoltata e le persone sono felici. … è l’unica mendicante alla quale consentiamo di stare. Per un’ora, una sola ora al giorno.” (p. 76)
Ma in lei, dopo avere ascoltato la sua musica celestiale, Claudio non vede una mendicante, ma una grandissima artista. E le sue parole fanno sì che Ciociò alzi lo sguardo su di lui, cosa rara, e gli accarezzi il viso come una madre. Un incontro folgorante, un incontro di anime belle.
Ciociò non è l’unico personaggio strano che Claudio incontra. Ben presto, Teresa e i colleghi De Marinis e Luisa Novara lo trascinano a pranzo nella Trattoria del Bufalo, una delle più strane del circondario. Già, perché il proprietario e cuoco sublime, Lorusso, detto il Bufalo per la stazza, dà da mangiare solo a chi dice lui: ai poveri, ai mendicanti, agli ultimi. Lui è un comunista duro e puro per la disperazione di sua sorella Grazia, che lo aiuta ai tavoli, convinta che finiranno in rovina. Il Bufalo infatti sottopone i richiedenti avventori a un vero interrogatorio fatto di domande trabocchetto e li smaschera con una tecnica alla Sherlock Holmes cacciandoli con voce di tuono. Qui Claudio scopre anche che gli hanno affibbiato un soprannome – una inveterata abitudine locale – legato alla sua testa pelata: Sammarzano, come gli squisiti pomodori vanto della Campania. Non è che gli garbi troppo, ma che fare? L’incontro con il Bufalo si gioca sul calcio: Van Basten o Maradona? Ne verranno a capo e sarà l’inizio di una nuova, singolare amicizia. Un’amicizia che aiuterà Claudio a risolvere il caso dell’improvvisa sparizione di Ciociò scoperta da Carmela Lanco fondatrice della ONLUS Figli del Territorio per cui Ciociò faceva volontariato. Ecco, sono tante le cose che la sparizione della violinista porta a galla. Ad esempio nessuno conosce la sua vera identità, come cercarla dunque? Anche Ciociò, nonostante l’amore, la compassione e l’aiuto di baristi, commercianti, netturbini e PolFer della stazione, è un’invisibile. Eppure questa donna aveva un passato, una storia fatta di chissà quali amori, dolori, attese. Era mendicante per necessità o per scelta? Come mai ogni sera si recava in capo a un particolare binario e fissava l’orizzonte? Dov’è sparita e perché? Parte l’indagine di Claudio sostenuto da colleghi, commercianti della stazione e, naturalmente, dal Bufalo. Un’indagine sui generis perché Claudio Bistrotti non ha titolo per svolgerla se non quello che gli detta il cuore, a lui e a tutti gli altri. Troveranno Ciociò?
Ai lettori scoprirlo leggendo questo nuovo libro di Maurizio De Giovanni. Un amore di libro, perché è senza dubbio un giallo, ma anche una commovente storia d’amore; perché tra le righe troverete serie e precise descrizioni sociologiche di una città complessa e misteriosa come solo Napoli sa essere; perché è ironico e divertente, sincero, profondo, pieno di onesta compassione verso gli ultimi, privo di luoghi comuni come di inutile astio regionalistico e retorica, ricco di solidarietà, a dispetto delle diverse classi sociali che s’incontrano e interagiscono, e soprattutto di Amicizia che:
“… non si misura con la quantità delle parole scambiate, né con il numero delle frequentazioni, né con gli aperitivi come fanno i giovani, ma con l’intensità degli sguardi…” (p. 199)



