Questa lotta senza tregua – Mattia Cecchini

Titolo: Questa lotta senza tregua
Data di pubbl.: 2026
Pagine: 191
Prezzo: € 16,00

Nella quarta di copertina di Questa lotta senza tregua, il primo romanzo di Mattia Cecchini pubblicato da Terrarossa, l’editore ci dice che il lettore ideale di questo libro è colui che sente le disuguaglianze come un filo spinato intorno al collo; chi cerca romanzi con un vorticoso ritmo narrativo e uno sguardo coraggioso su sentimenti inconfessabili.

Con una scrittura crudele e deflagrante l’autore tocca temi sociali e legati al mondo problematico del lavoro e alle ingiustizie sociali di chi detiene il capitale.

Leggendo le prime pagine di Questa lotta senza tregua, la mia mente è andata a Le mosche del capitale di Paolo Volponi, il grande romanzo sull’industria italiana, della finanza e del potere, in cui lo scrittore urbinate profeticamente ha annunciato la profonda trasformazione involutiva della società e il degrado del mondo del lavoro che oggi abbiamo sotto gli occhi.

La fabbrica in cui lavora Tommaso, la bestia chiamata IsoBon sta per essere delocalizzata in Polona, per volere del suo padrone mettendo a rischio il posto di lavoro per centottantasette persone.

«L’IsoBon è una sorta di tenia, solo che non sta nascosta dentro il tuo intestino a succhiarti il cibo, e lei che t’ingoia nel suo corpo e ti succhia quaranta ore a settimana, turni di notte e festivi».

Tommaso non crede più nella lotta, questa lotta senza tregua, senza intervalli, in cui tutti sono contro tutti. Il mercato globale contro l’IsoBon.L’IsoBon contro gli esuberi. Gli esuberi contro gli altri esuberi.

Tommaso ha perso fiducia in tutto e in tutti, in corpo ha solo rabbia e disincanto, non si fida nemmeno dei sindacati, vorrebbe solo una vita decente e cercare di costruire qualcosa per sua figlia.

Tommaso si spinge oltre, le ferite provocate dall’ingiustizia sociale lo porteranno a una violenza non solo verbale, a una rivolta estrema contro il sistema del capitale che lo sta uccidendo e affamando.

Cecchini nel romanzo inserisce altre voci narranti che ruotano intorno a Tommaso: Milot, Alessa, sua sorella, e Vincenzo, il padrone che vuole delocalizzare la fabbrica.

Cosi costruisce un perfetto romanzo corale con una scrittura impeccabile, perché diretta e essenziale, cruda e crudele.

Cecchini coglie il dramma che può scaturire da un conflitto sociale e attraverso il personaggio di Tommaso ci mostra quanto sia sottile il confine della ragione in chi si sente vessato da un’ingiustizia sociale del sistema che ti prende per fame, come accade a Tommaso.

Questa lotta senza tregua è un romanzo sociale che legge i nostri giorni difficili di cui la finanza e il potere sono diventati i padroni assoluti e non si fanno scrupoli per il profitto che portano alla disperazione gli operai, che restano sempre la catena più debole e meno garantita della catena produttiva.

Il romanzo di Mattia Cecchini è una denuncia del nuovo ordine politico –economico che privatizza i profitti e che inaugura una nuova era del capitale in cui non c’è posto per il rispetto della dignità umana.

Questa lotta senza tregua può considerarsi il degno erede de Le mosche del capitale e Tommaso e Bruto Saraccini si somigliano tanto.

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