Il labirinto – Giorgio Caproni

Titolo: Il labirinto
Data di pubbl.: 2026
Pagine: 107
Prezzo: € 16,00

Giorgio Caproni è stato uno dei poeti più moderni del Novecento.  La sua essenzialità musicale scavata nella nuda terra della parola sconvolse il linguaggio della poesia. Ancora oggi i suoi versi restano come un esemplare testimonianza di un secolo ferito in cui il poeta si è posto nella condizione di viaggiatore. I temi preferiti da Caproni sono il viaggio, la frontiera, la terra di nessuno con i loro paesaggi solitari. L’andare poetico di Caproni è fatto di metafisiche apparizioni che mettono a nudo l’incerto confine della vita abitato dall’uomo che è cacciatore e preda allo stesso tempo.

Caproni già in Come un’allegoria si interroga sulla vita e in seguito negli altri suoi libri (Il muro della terra, Congedo del viaggiatore cerimonioso) ha affrontato a viso aperto le ragioni profonde dell’esistenza toccando con limpida chiarezza i temi legati alle domande fondamentali, davanti alle quali chiede al lettore un’attenzione perplessa. “Una poesia contratta – scrive Carlo Bo –  fino allo spasimo e che tuttavia conserva una sua corposità, una parte di sostanza incontaminata. Al fondo c’è sempre l’uomo inseguito dalle sue preoccupazioni”.

Caproni si è dedicato anche alla narrativa pubblicando, mentre era in corso il secondo conflitto bellico, Il labirinto, un volume che raccoglie tre racconti e rappresenta l’incursione più rappresentativa nella prosa da parte del poeta

Il labirinto fu pubblicato per la prima volta solo nel 1984.

Dopo molti anni torna disponibile grazie alla casa editrice Low.

In Giorni aperti, Il labirinto e Il gelo della mattina, questi i titoli dei tre racconti che compongono il libro, Caproni si avventura nel mondo del racconto e scrive delle esperienze belliche, della Resistenza e di un dramma interiore riuscendo a lasciare nel lettore un segno profondo di riflessione.

Giorni aperti è una cronaca autobiografica della vita in reggimento nella breve guerra con la Francia del 1940 combattuta sulla valle del Roia dietro Ventimiglia.

Caproni racconta le vicissitudini dei soldati e le difficili condizioni della vita militare nel tempo orribile della guerra.

«Itinerario – cosi scrive Caproni del racconto – di un reggimento dal fronte occidentale ai confini orientali». Scritto a Roma durante una breve licenza militare nel 1942.

Anche Il labirinto ha al centro la guerra, per l’esattezza la guerra partigiana e una pattuglia di quattro “rossi” in fuga braccata dai nazisti. Caproni descrive appunto il labirinto delle emozioni e dei sentimenti dei partigiani entra nel profondo ideale della loro lotta.

Stefano Verdino nella prefazione affianca questo racconto di Caproni alle pagine di Fenoglio proprio per l’assenza di retorica, l’orrore e la pena per la morte, anche del nemico e l’assurdità di tanto dolore umano.

Chiude il libro Il gelo della mattina, un racconto intimo poetico, doloroso, struggente in cui Caproni racconta l’ultimo incontro tra il protagonista e la giovane Olga, la sua fidanzata che sta morendo per un brutto male.

Il labirinto è un libro che ci permette di apprezzare le qualità autoriali di Caproni che si cimenta magnificamente con il linguaggio della prosa narrativa.

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