Data di pubbl.: 2026
Pagine: 137
Prezzo: € 16,00
«Ci sono valigie che non contengono solo vestiti, ma frammenti di vita. Ci sono passi che non percorrono strade nuove per curiosità, ma per necessità. L’immigrazione politica è sempre stato il grido silenzioso di chi fugge da ingiustizie, persecuzioni e paura nell’intima speranza di trovare un luogo dove la libertà sia un diritto, non un privilegio».
Con queste premesse Giovanni Capurso e Vincenzo Catalano hanno aperto le valigie della Storia per raccontare in un libro le vicende poco conosciute dell’emigrazione politica pugliese tra America e Francia negli anni 1892 – 1945, portando alla luce carteggi e documenti di prima mano.
Libertà in valigia è la storia dei fuoriusciti che lasciavano la loro terra per vie delle loro idee libertarie oppresse dal regime fascista.
Gli autori hanno recuperato dagli archivi le lettere e hanno dato vita a un’ampia e faticosa ricerca che hanno finalmente portato alla luce tutta la tragica importanza di un fenomeno che oggi va raccontato.
«Queste lettere raccontano non solo l’esilio, ma anche il peso delle ideologie, la nostalgia della patria, la lucidità nell’analisi del presente e la premonizione della catastrofe in arrivo. Sono parole di uomini comuni, spesso provenienti da ambienti umili, ma animati da un pensiero critico e da una sorprendente consapevolezza storica».
Giuseppe Spillone, nato a Corato il 4 febbraio 1900, espatria in Francia e scrive: «In Francia noi vogliamo la pace, assolutamente la pace, perciò sin ora abbiamo fatto molte concessioni ma il diritto dei popoli è al disopra dei concetti espansionisti ed imperialisti dei governi fascisti».
Angelantonio Fanelli, nato a Conversano il 16 gennaio 1908, lascia la Puglia nel 1928 in seguito all’omicidio dell’onorevole Giuseppe Di Vagno.
In una lettera da Parigi, datata 20 luglio 1929, scrive: «Avete dimenticato l’uccisione di Matteotti ordinata da Mussolini, i fattori della quale non solo sono liberi ma godono di alte cariche dello Stato? È poi forse lo stesso Mussolini non è un ladro e un vero immorale?».
Questi sono alcuni dei coraggiosi antifascisti pugliesi che hanno scelto la via dell’esilio e dell’emigrazione negli anni bui del regime fascista. Fuggire per continuare a resistere e a combattere contro un sistema che soffoca il pensiero libero.
Giovanni Capurso e Vincenzo Catalano con un prezioso e paziente lavoro di archivio hanno raccontato con dovizia di particolari la pagina del fuoriuscitismo pugliese legata all’emigrazione politica, portando alla luce attraverso lettere e documenti una storia a cui bisogna dare ancora voce.
Con questo lavoro i due storici oltre a rivelare l’importanza di documenti preziosi hanno voluto ridare voce a una memoria collettiva troppo a lungo rimossa, riaffermando il valore della libertà, della giustizia e della verità storica di chi con coraggio ha dovuto allontanarsi dalla sua terra con una valigia di cartone per difendere fino in fondo le sue idee.

