Data di pubbl.: 2026
Pagine: 142
Prezzo: €13,50
Irregolare, atipico, anomalo, non conforme, irriverente. Non c’è nessun modo per incasellare l’uomo libero Céline, scrittore più che maledetto.
Louis –Ferdinand Céline rientra a pieno titolo nella categoria degli scrittori che non si fanno omologare, che non appartengono forse nemmeno a sé stessi e soprattutto non sono da inquadrare in nessun schieramento.
Nessun autore novecentesco è stato come lui un critico severo della nostra contemporaneità.
Un grande scrittore, questo esile uomo ribelle e irregolare, ma soprattutto libero, autentico polemista e come tutti i pochi polemisti che si rispettano si è assunto con coerenza e con orgoglio intelligente la responsabilità di tutte le denunce e gli attacchi al conformismo usciti dalla sua penna coraggiosa.
Iacopo Leoni, docente di Letteratura francese all’Università di Pisa, pubblica per i tipi di Carocci Leggere Céline, una interessante giuda alla lettura del grande scrittore francese.
L’autore scrive nell’introduzione che Céline non è solo lo scrittore che ha saputo dare voce a un essere umano lacerato nel corpo e nella psiche dagli orrori di due guerre mondiali, dall’eclissi dei punti di riferimento, dall’involuzione degli ideali illuministici; è anche l’espressione di opinioni politiche e convinzioni ideologiche controverse.
La forza espressiva dello scrittore è tutta nella potenza dirompente delle sue idee controverse.
Questo è il motivo principale per cui oggi vale la pena leggere Céline.
Leoni nel suo libro fornisce un’interpretazione attenta dello stile ponendo l’attenzione sui temi affrontati dallo scrittore.
La sua lettura rivela e ci restituisce la complessità dell’immaginario céliniano con tutte le sue estreme conseguenze.
Viaggio al termine della notte è molto di più di un romanzo e va prima di tutto letto come una testimonianza, una denuncia, un grido alto di rivolta
In Morte a credito attraverso il suo personaggio si definisce ribelle, ingrato, rivoltante. «…tutto il fiele che mi tornava in gola dice che sarebbe tornava in gola… tutta la cattiveria mi riprendeva … sarei tornato più carogna di prima».
Un grande scrittore, questo esile uomo ribelle e irregolare, ma soprattutto libero, autentico polemista e come tutti i pochi polemisti che si rispettano si è assunto con coerenza e con orgoglio intelligente la responsabilità di tutte le denunce e gli attacchi al conformismo usciti dalla sua penna coraggiosa
In Celine la polemica sociale coincide con la polemica letteraria. Sovvertendo il linguaggio ha denunciato con la crudeltà e la violenza di parole dirette ha denunciato il massacro della guerra, si è schierato contro gli abusi del potere del colonialismo, ha denunciato, il degrado e la decadenza dell’uomo in un sistema che tende a stritolare le sue volontà insieme alle libertà.
Lo scrittore francese porta nella letteratura il parlato come stile diretto: per la prima volta veniva introdotto in maniera così netta nei dialoghi e nella struttura del racconto.
«Non avrei mai creduto di potere contenere in me una tempesta simile» scrive Céline in Morte a credito.
Leggere Céline è un libro – bussola che ci permette di conoscere il mondo complesso di uno dei più grandi scrittori del Novecento, la cui penna ancora oggi scortica la vita.

