Data di pubbl.: 2026
Pagine: 59
Prezzo: € 15,00
Quando la parola poetica si misura con il dolore nulla è concesso al compiacimento.
Maurizio Evangelista in Manuale per mangiare da soli affronta il dolore attraverso la malattia della madre e la perdita in cui il lutto diventa la materia prima per attraversare un’esperienza con cui fare i conti.
Con una scrittura essenziale e per sottrazione minimalista il poeta pugliese osserva semplicemente il dolore.
Evangelista decide di affidare alla poesia il suo rapporto con il dolore e senza effetti speciali e finzioni racconta la malattia della madre: il poeta si racconta attraverso il dolore materno, quello che a lui interessa è dare conto in maniera fedele di un’esperienza di dolore e delle ferite sanguinanti della perdita.
Manuale per mangiare da soli è un libro potente, perché la lingua che il poeta usa è potente e si insinua tra le pieghe del dolore e delle sue devastazioni con una forza estrema che costringe tutti noi che leggiamo a fare i conti con l’inevitabile.
«Manuale per mangiare da soli – scrive Monica Messa su Zona di disagio – è un libro duro, ma non disperato. La sua forza sta nel rifiuto di qualsiasi consolazione facile. Evangelista non cerca formule salvifiche né trascendenze rassicuranti; preferisce abitare la ferita e ascoltarne le risonanze. Ne nasce una poesia capace di tenere insieme tenerezza e sarcasmo, cultura pop e tragedia privata, cronaca del corpo e meditazione sulla perdita. Una raccolta intensa e coerente, che affronta uno dei temi più antichi della poesia, trovando immagini nuove, spesso spiazzanti e una lingua personale che lascia il segno».
Evangelista si pone davanti al dolore che lo tormenta cecando nella poesia quella parola che solo sanguinando è in grado di raccontarne il tragico che accade: «mastica piano / per non diventare / carne al sangue nel piatto / al sangue / la carne / non langue / sembra ancora viva».
La poesia di Maurizio Evangelista parla al dolore che riguarda tutti. Nel racconto del calvario di sua madre il poeta non parla mai e non scrive per il proprio tornaconto.
«le mamme malate dicono / – il mio corpo non è più mio -/ è protocollo / tu mi spunti con pennarello rosso».
Evangelista scrive Manuale per mangiare da soli con l’intento di condividere la sua esperienza tragica e dolorosa con noi che lo leggiamo: «le mamme malate spariscono senza disturbare / quasi chiedono scusa per l’inconveniente / non parlano / non dicono – sto svanendo – / si spostano appena nel letto / le tocchi / sono molli / poi niente / poi la puzza».
La poesia di Maurizio Evangelista è un gesto che ci resta addosso. La sua parola sul dolore buca, perfora, è una ferita aperta che sanguinerà per sempre.

