Frammenti di inesistenza ed allegrie -Giansalvo Pio Fortunato

Titolo: Frammenti di inesistenza e allegria
Data di pubbl.: 2025
Pagine: 121
Prezzo: € 15,00
INTERVISTA ALL'AUTORE

Nella poesia di Giansalvo Pio Fortunato la parola è la soglia sempre aperta sul divenire.

Fortunato ha 24 anni e già conosce tutte le sfumature della più alta poesia del pensiero.

Il poeta campano conosce, perché studia e approfondisce i meccanismi del pensiero poetante.

Frammenti di inesistenza ed allegrie è un libro che porta il fuoco della poesia che pensa con una scrittura che ha un furore escatologico, come osserva nella postfazione Pasquale Vitagliano.

«La sua poesia – scrive ancora Vitagliano – vuole dilatare a dismisura la parola, sconfinare in territori vastissimi, portare le sensibilità di chi scrive e di chi legge ad incontrarsi in uno stato di quasi allucinazione. Questo è il disordine di cui egli stesso scrive e dal quale intende scappare verso una dimensione onirica di salvataggio e di salvezza. La poesia è la freccia che ci getta oltre».

Fortunato si appella alla poesia guardando le rovine, scava nella parola, vuole raggiungere una essenzialità, sulla pagina ci mette prima di tutto il senso profondo del ragionamento, quell’ornamento visionario che si nasconde nel covo delle ombre.

Il poeta si confronta con il mito e allo stesso tempo cerca nei suoi giorni l’azzardo per sfidare il suo tempo dove apocalisse e rovina dettano le regole del gioco.

Davanti a questa contemporanea storia della distruzione Fortunato  non si tira indietro, ha consapevolezza piena dello sfacelo e la sua poesia diventa confessione sul peso del mondo.

«Il movimento dattiloscritto induce / alla storia amaro: tutto è libero / nel fuoco detto del male, tutto è libero / nel preservare il dialogo e la maniera / del bene gratuito: / eccezionalità di una scelta.».

Giansalvo Pio Fortunato sussurra le parole della sua poesia tenendosi stretto a uno sguardo filosofico (che a mio avviso è quello di Leopardi e Hölderlin): il poeta pensa la vita e contemporaneamente la sente e c’è un’unità etica e ben salda tra i sentimenti e le idee.

«Attende la nave della savana: / un libro di sangue, un calice / di abisso è parola salvata. / Siamo alla feritoia: parliamoci».

Frammenti di inesistenza ed allegrie è un’operetta morale. Fortunato esplora un dialogo di vuoti, si insinua nel nulla degli avvenimenti vuoti, smaschera le ferite aperte del divenire, segue l’incidere della parola spezzata che si affaccia sul baratro per affermare davanti alla crisi di tutto: «Ora è l’inferno. / Taci sulla carne.».

Con il suo modo di interpretare il pensiero poetante, Fortunato ci dice che nella poesia le cose stanno sempre nella loro coralità ultima e nei suoi Frammenti riesce a mettere a nudo con una voce nitida e umana la verità cruda della condizione umana, senza cedere a illusioni consolatorie.

Ti potrebbero interessare...

Per continuare a navigare su questo sito, accetta l'informativa sui cookies maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi