Morte a Notre-Dame – Alexis Ragougneau

Titolo: Morte a Notre-Dame
Autore: Ragougneau Alexis
Data di pubbl.: 2015
Genere: thriller
Traduttore: Simona Lari
Pagine: 243
Prezzo: 17,50

La mattina del 16 agosto, la folla dei turisti fluisce come ogni giorno attraverso le navate di Notre-Dame di Parigi. Una ragazza bellissima, abbigliata in modo fin troppo vistoso per il luogo di culto in cui si trova, siede di fronte alla statua della Vergine dei Sette Dolori, apparentemente raccolta in preghiera; ma, quando un’americana le si avvicina, la giovane scivola a terra, morta. La ragazza è stata assassinata e il suo omicidio desta sgomento e imbarazzo fra gli alti prelati della cattedrale. Il caso viene affidato a un eterogeneo gruppo di inquirenti: il ruvido e sfrontato comandate Landard, l’onesto e sensibile Gombrowicz e la gelida procuratrice Kauffmann, costantemente impegnata a dimostrare la propria professionalità che teme occultata da un’indesiderata avvenenza. Tanto è il clamore attorno all’evento, quanto la facilità con cui sembra risolversi il caso: durante la processione dell’Assunta, il giorno precedente al ritrovamento del cadavere, un giovane disturbato aveva insultato pubblicamente la vittima per l’abbigliamento troppo discinto.

L’angelo biondo era nel confessionale da circa una mezz’ora. Non riuscendo più a trattenersi, Landard aveva lasciato la cabina di regia per andare a vedere la scena con i propri occhi. Chiuso nell’acquario , quasi fosse stato messo sotto vetro come un esemplare straordinario di farfalla, il ragazzo parlava senza sosta, rideva, piangeva, scuoteva la testa, gesticolava…E con chi si stava confessando? Con un piccolo prete, un mingherlino, quasi un nano, che lo ascoltava senza dire niente, il mento appoggiato sul polso (…).” Pag. 57

Sarà proprio il minuscolo sacerdote, torturato da una misteriosa malattia e da antichi sensi di inadeguatezza, a non arrendersi di fronte alla soluzione più banale e a scavare sotto la superficie delle apparenze, cercando l’origine del male insinuatosi nella cattedrale più visitata di Francia. Un personaggio tormentato e interessante, la cui statura morale emerge lentamente, capitolo dopo capitolo. Un antieroe fragile, con cui è facile empatizzare e che, nello stesso tempo, mostra come la sofferenza possa diventare uno strumento efficace per capire i disagi altrui, per penetrare con maggiore efficacia nella complessa psicologia di indagati e inquirenti.

Kern si lasciò sommergere dal dolore. Era come se quattro chiodi di acciaio gli avessero trafitto i polsi e i piedi. Anche lui era rinchiuso. Ergastolo. Non era una condizione molto diversa da Djibril in una cella del carcere, ma le sbarre in questo caso erano quelle della condizione di uomo.Avrebbe rivissuto senza sosta l’istante della sua condanna a vita e il verdetto gli sarebbe stato ripetuto in eterno. Hai perso tuo fratello, l’hai abbandonato di fronte alla morte; e il fuoco che ti brucia non si spegnerà mai.” Pag.116

Giallo d’indagine dagli ingranaggi rodati e tradizionali, “Morte a Notre-Dame” trova la propria voce originale nell’ambientazione. Se da un lato la cattedrale è un luogo carico di emotività mistica, scrigno ideale di misteri e segreti da svelare, dall’altro si tratta di una meta tradizionale del turismo, dunque per il lettore è facile calarsi nello scenario, riconoscerne angoli e suggestioni e inserirsi come silenzioso spettatore nella storia.

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