La lettrice che partì inseguendo un lieto fine – Katarina Bivald

Titolo: La lettrice che partì inseguendo un lieto fine
Autore: Katarina Bivald
Data di pubbl.: 2014
Casa Editrice: Sperling & Kupfer
Genere: Romanzo
Traduttore: Margherita Podestà e Roberto Nerito
Pagine: 408
Prezzo: 16,90

“Che cosa c’era di meglio di un libro, che oltretutto si poteva infilare in una tasca del cappotto?” (p. 127)

Cosa possono avere in comune una timida e giovane libraia svedese e un’attempata signora americana dell’Iowa? Nulla, all’apparenza. Eppure, Sara ed Amy nutrono entrambe un profondo amore per il libri e la lettura ed è grazie a questa passione comune che, tra loro, nasce un’intensa amicizia epistolare, fatta di scambi di libri e di confidenze sulla vita. E se Amy ha molto da raccontare alla ragazza perché, nonostante abiti in una piccola cittadina di provincia, ha vissuto molto intensamente, Sara dal canto suo, a causa della timidezza, ha viaggiato più che altro con la fantasia: la ragazza, infatti, si sente molto più a proprio agio con i libri che con le persone tanto che i suoi più cari amici sono i personaggi della letteratura. “I libri erano stati una barriera di sicurezza, sì, ma non solo. L’avevano protetta dal mondo esterno e, allo stesso tempo, l’avevano trasformato in una specie di palcoscenico che le avrebbe permesso di affrontare le avventure della sua vita reale.” (p.21)

Finalmente Sara trova il coraggio di dare una svolta alla propria vita e di partire per andare a trovare la sua amica. L’arrivo a Broken Wheel non sarà dei più felici: Amy, purtroppo, non potrà accogliere la sua ospite, perché venuta a mancare proprio durante il viaggio di Sara. A prendersi cura di questa timidissima e impacciata turista saranno però gli abitanti della cittadina: eccentrici, simpatici, spartani e a tratti un po’burberi , riusciranno a far sentire la ragazza a casa propria. E Sara, come potrà ricambiare tanto affetto? Ovviamente, condividendo con gli altri la cosa che ama di più… i libri!

Romanzo dolce amaro che approda in un lieto fine, come del resto il titolo – divertente! – lascia intendere, ruotando tutto intorno a simpatici personaggi, ognuno alle prese con piccoli segreti, paure e grandi emozioni da condividere con gli altri: la spontaneità con cui vengono descritti aiuta il lettore a trovarsi subito a proprio agio in questa piccola cittadina. La giovane Sara, con le sue insicurezze e la sua grande competenza letteraria,  non può fare a meno di suscitare empatia nel lettore, portato istintivamente a “fare il tifo” per lei.  Amy, d’altro canto, è presente nella narrazione con la sua saggezza e grande esperienza di vita grazie alle lettere che vengono trascritte tra un capitolo e l’altro.

Una storia semplice, capace tuttavia di catturare il lettore, tra qualche stereotipo sulla provincia americana ed altrettante simpatiche sorprese. La giovane autrice svedese sceglie l’ambientazione americana come atmosfera per proporre una vita semplice, basata sui rapporti interpersonali, dove sia possibile reinventare se stessi proprio a partire da quello che più si ama.

Si parla molto di libri: letti, consigliati, regalati, usati come esempio per affrontare le situazioni…La letteratura si dimostra ancora una volta una grande compagna di vita, capace di dare insegnamenti e conforto, scacciare la malinconia e spronarci a prendere in mano la nostra esistenza. La lettrice che partì inseguendo il lieto fine è uno di quei libri per affrontare i primi freddi, da leggere avvolti in una copertina morbida, magari con un buon tè; una storia leggera, piacevole e romantica con quel qualcosa in più: tanti consigli utili per rinfoltire la vostra biblioteca personale!

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Chiara Barra

Se dovessi partire per un’isola deserta, e potessi portare con me soltanto un libro...sarebbe un’ardua impresa! Come immaginare la vita senza il mistero di Agatha Christie, la complessità di Milan Kundera, la passione di Irène Nemirovsky, l’amarezza di Gianrico Carofiglio, il calore di Gabriel Garcia Marquez, la leggerezza di Sophie Kinsella (eh sì, leggo proprio di tutto, io!). Ho iniziato con “Mi racconti una storia?” e così ho conosciuto le fiabe, sono cresciuta con i romanzi per ragazzi che mi tenevano compagnia, mi sono perdutamente innamorata dei classici...che ho tradito per i contemporanei (ma il primo amore non si scorda mai)!

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