Intervista a Licia Troisi

Incontriamo Licia Troisi a margine degli eventi che hanno accompagnato il Salone internazionale  del Libro di Torino, durante il quale presenta la sua ultima fatica letteraria:  “I regni di Nashira.”

E’ un incontro come non te lo aspetti: la Troisi è un fenomeno editoriale non solo in Italia, dove da sette anni è la scrittrice di fantasy più letta, ma in tutto il mondo dove tradotti in 17 lingue ne sono state vendute oltre due milioni di copie, eppure ti accoglie con una spontaneità e un sincero interesse che ti mettono subito a tuo agio.

Iniziamo da un dato: il fantasy in Italia è cresciuto del 25%, un incremento visibile soprattutto nei titoli dedicato ai ragazzi. Un trend che colpisce piacevolmente e rincuora l’autrice, secondo la quale finalmente gli italiani, soprattutto i più giovani ma non solo, sono tornati a leggere.

I libri di Licia Troisi sono letti soprattutto da ragazzi in una fascia d’età “critica”, soprattutto per quanto riguarda la lettura. Spesso i suoi fantasy sono gli unici libri “veri” grazie ai quali molti giovani si avvicinano alla lettura. La scrittrice è cosciente di questa responsabilità e capita molto spesso che i ragazzi (e anche i loro genitori!) si siano avvicinati alla lettura proprio grazie ai suoi libri. “È un risultato che fa chiaramente piacere, ma quello che più conta è che i giovani continuino ad essere lettori.”

I lettori delle saghe scaturite dalla penna della Troisi sono giovani uomini, ma anche giovani donne che forse si ritrovano nel modo di scrivere dell’autrice: in ogni pagina si notano una attenzione del particolare ed una cura del dettaglio tipicamente femminili, che a volte non si riscontrano in libri di questo tipo. Spesso è stato fatto notare alla scrittrice di come nei suoi romanzi si colga una impronta femminile, soprattutto per quanto riguarda l’introspezione dei personaggi. Purtroppo questo spesso rischia di essere un clichè in cui Licia non vuole essere circoscritta: troppo spesso si pensa che l’introspezione dei personaggi sia qualcosa di esclusivamente femminile, mentre non è assolutamente così. Per quanto il fantasy sia stato per anni appannaggio del mondo maschile ora le cose si stanno capovolgendo; di certo J.K. Rowling ha avuto un grandissimo merito in questo, ed ora sono moltissime le ragazze che scrivono e leggono fantasy, basta pensare anche al successo di una saga come Twilight.

I personaggi più forti dei suoi romanzi, a partire dalle “Cronache del Mondo Emerso”  fino a “I regni di Nashira”, sono ragazze giovani, che spesso nascondono la loro fragilità dietro ad una maschera di durezza, di autosufficienza e di una sicurezza che l’autrice è ben lungi dal provare, ma molte delle sue eroine sono ispirate alla sua esperienza personale: Nihal ad esempio, la protagonista , è una diretta emanazione del periodo turbolento della sua adolescenza.

Un successo editoriale, quello della Troisi, che non solo ha appassionato molti giovani alla lettura, ma spinge molti a volersi cimentare nella scrittura. Il consiglio dell’autrice è prima di tutto quello di confrontarsi con i lettori: far leggere quello che si scrive a qualcuno che ci voglia bene al punto di dirci la verità, così come è accaduto a lei. “Bisogna confrontarsi con il pubblico, e anche con le case editrici, e ancora leggere, leggere, leggere.”  È necessario leggere tanto, di tutto: a volte capita che qualcuno le dica che sta scrivendo un libro senza mai averne letto uno ed è una contraddizione che la stupisce. Non consiglia un libro particolare, tutti devono essere lasciati liberi di leggere quello che vogliono: anche un libro brutto ha qualcosa da insegnare.

Un romanzo che ha amato particolarmente è “Il Nome della rosa”, di Umberto Eco: un libro che ha moltissime stratificazioni e che letto più volte le ha sempre comunicato qualcosa di nuovo.

Nelle saghe che si sono succedute l’autrice è riuscita a creare mondi completamente nuovi, popolati da creature fantastiche e personaggi mitici; oltre che dalla sua infinita fantasia la Troisi ha attinto molto dalla sua esperienza personale: non crede che un libro venga fuori dal nulla, nasce sempre da qualcosa che si è sperimentato, che siano letture, la musica, il mondo in cui si vive. Nella scrittura un autore traspone quello che ha vissuto, non solo emozioni e sensazioni, ma anche luoghi reali sono confluiti nei suoi romanzi. È il caso delle Gole di Celano, in Abruzzo: l’esperienza di essere stata in una sorta di canyon in cui è sufficiente allargare le braccia per toccare le pareti è stata poi trasmessa sulla carta  così come l’emozione di una visita di una grotta in Messico caratterizzata da grandi cristalli di quarzo.

Questa straordinaria scrittrice conclude con un invito rivolto a tutti quelli che, come noi, sono Amanti dei Libri: “tenere duro, sempre. Nella realtà di oggi l’amore per lettura sembra quasi un disvalore, invece è importantissimo. Resistete, resistete!”

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