Una piccola cosa proibita – Andrea Fazioli

Titolo: Una piccola cosa proibita
Data di pubbl.: 2026
Pagine: 304
Prezzo: € 19,00

Domenica 9 marzo 2025, Canton Ticino, comune di Novaggio in Malcantone. Il libraio Giosuè Pasquali è fuori a correre, come ogni sera, quando vede a bordo strada il suo vicino di casa Franco Buscaglia e ne coglie l’aria un po’ stranita. Non è l’unico a vederlo. Intorno a quell’ora anche il noto avvocato italo-svizzero Osvaldo Galimberti, quarantaduenne, titolare di una fiduciaria creata dal padre, passa in auto da quelle parti diretto alla vecchia miniera d’oro di Sessa. Miniera ormai chiusa da tempo e oggi meta di turismo. Ha un appuntamento con un informatore e, per quanto il luogo dell’incontro gli sembri a dir poco strano, non ha esitato ad accettare. La gara legata all’appalto per il nuovo stadio di Lugano è al centro dei suoi pensieri insieme a un seccante problema di aritmia cardiaca. Vede Buscaglia e Buscaglia vede lui, senza riconoscerlo. D’altronde, da anni si sono persi di vista come sovente accade non importa quanto simile a un alveare sia il Canton Ticino e in particolare Lugano, dove tutti sembrano conoscersi e incontrarsi di continuo. Galimberti arriva alla miniera, ma non c’è nessuno ad aspettarlo e nessuno risponde alle sue chiamate. Poi sente una voce, percepisce una pistola e tutto diventa oscurità.

Il giorno dopo il libraio Pasquali apprende della morte di Galimberti. Ma ciò che in realtà lo sconvolge è l’immediato collegamento fra l’omicidio e Franco Buscaglia, suo vicino di casa. Un collegamento generato da un concorso letterario, lanciato dalla libreria che gestisce insieme a Madeleine Constant, e che coinvolge i partecipanti al loro gruppo di lettura: scrivere haiku, brevi componimenti di origine giapponese nati nel 1600 atti a catturare un fugace istante in diciassette sillabe e contenenti un kigo, un riferimento alla stagione. Peccato che quello trovato nell’apposita cassetta che li raccoglie si riferisce in modo specifico proprio al suo vicino Buscaglia. Possibile, si chiede Giosuè, che un famoso avvocato quarantenne, ricco e parente di noti politici, sia responsabile del delitto? E a quel punto lui, Giosuè, non è forse un testimone?

A Milano, intanto, il questore Dionisio ha convocato la giovane ispettrice Anna Scovalupi per affidarle un nuovo incarico. Dal momento che il Galimberti godeva del doppio passaporto, è stata creata una nuova forza di polizia per indagare sul suo omicidio. È il Corpo di Polizia Speciale Interregionale Italo Svizzero – acronimo CPSIIS, manco fosse il pigolio di un uccellino – con sede provvisoria a Bellinzona. Anna, cremonese di nascita, appassionata di ciclismo che pratica con dedizione, parte di malavoglia per la Confederazione e incontra i suoi nuovi colleghi e superiori: il procuratore Virgilio Renzetti, ormai alla fine della carriera, il commissario Silvio Leoni, uomo alquanto rigido e un tantino ottuso fissato con organigrammi e presentazioni Power Point, l’ispettrice Angela Ferrara e l’ispettore Samuel Esposito, forse l’unico con cui riesce a stabilire un buon rapporto. Le modalità del delitto sono assai sgradevoli: nuca fracassata da un colpo di SIG Sauer P210, mandibola scardinata, lingua tagliata e lasciata accanto al corpo, cellulare ritrovato sepolto lontano dal cadavere. Si potrebbe ipotizzare una vendetta di tipo mafioso visto che il padre di Osvaldo non era certo uomo di specchiata onestà e nella sua fiduciaria aveva accolto brutti ceffi. Ma, come Renata Galimberti, moglie di Osvaldo, chiarisce, ora la fiduciaria è pulita e suo marito non aveva nemici. Insomma, sembra un delitto senza movente. Ma lo è davvero? 

E mentre Anna Scovalupi e Samuel Esposito indagano, il libraio Giosuè ha contattato l’investigatore privato Elia Contini, preoccupato sia del suo ipotetico ruolo di testimone nella vicenda che della sfacciata chiarezza dell’haiku trovato nella cassetta e di altri finiti nelle sue tasche. Possibile che un genere poetico vecchio di cinquecento anni indichi la via verso la scoperta del colpevole? Bisogna guardare fra i partecipanti del circolo letterario che si ritrova nella libreria, circolo di cui anche Buscaglia e sua moglie Federica fanno parte? 

Anna Scovalupi e Contini finiranno per incontrarsi. Un po’ di scintille da parte di lei all’inizio, una quieta accettazione da parte di lui, gravato nell’anima dalla fine della sua lunga storia con Francesca – ma è davvero finita? -, dal suo carattere solitario e boschivo, nonché schivo in assoluto per quanto concerne i rapporti umani, dalla sua costante carenza di mezzi economici che lo spingono ad accettare gli incarichi più disparati. E mentre Anna combatte con la lentezza e le reticenze dei colleghi svizzeri preoccupati di non scomodare figure altolocate, scopre i rapporti antichi, attuali e nascosti fra i personaggi coinvolti, pedala lungo le strade impervie del Canton Ticino per schiarirsi le idee e soffocare la rabbia di vedersi sospesa dal caso per alcune scelte fatte, Contini, che non ha niente da perdere o così crede, si lancia in mille piccole e grandi cose proibite, quelle che alla fine permetteranno di risolvere il caso. Non prima però di subire un pestaggio e non prima che salti fuori un nuovo cadavere ucciso con le stesse modalità di Osvaldo Galimberti.

Scritto con sapiente e impeccabile ironia, preciso e documentato in merito agli haiku giapponesi, un modo di “vedere tutto ciò che ci capita in diciassette sillabe” (Natsume Sōseki), il nuovo libro di Andrea Fazioli non è solo un giallo dalla trama inquietante e ineccepibile, ma anche un viaggio antropologico nelle diversità culturali e linguistiche fra due nazioni terribilmente vicine eppure lontane, nonché una sottile e tagliente indagine nelle zone grigie e nascoste dell’animo umano, quelle ‘piccole cose proibite’ che crediamo di poter seppellire per sempre e che invece risorgono e ci perseguitano senza misericordia. 

Da segnalare, infine, un vero pezzo di bravura nel finale: il gigantesco ingorgo di traffico sull’autostrada svizzera A2 avvolta in una tradiva nevicata di marzo. Un libro che consigliamo vivamente.

Francesca Battistella

Francesca Battistella (Napoli, 1955) si è laureata in Antropologia Culturale nel 1979 alla Federico II di Napoli e ha conseguito un Master nella stessa materia presso la Auckland University, Nuova Zelanda, nel 1982. Ha lavorato come Lettrice d’Italiano e Storia Contemporanea nella stessa università nel 1983 e nel 1984. Tornata in Italia è stata traduttrice dal francese e dall’inglese per l’Istituto di Studi Filosofici di Napoli e in seguito per dieci anni segretaria di alta direzione, promoter, editor e organizzatrice di eventi presso la società INNOVARE, gruppo Banco di Napoli. Dal 2008 vive e lavora a Lugano, Svizzera. Negli anni ha pubblicato il romanzo storico Gli esuli (2004), un giallo Il parco delle meraviglie (2006), un noir Re di bastoni, in piedi, una trilogia gialla ambientata sul lago d’Orta che comprende La stretta del lupo (2012), Il messaggero dell’alba (2014), La bellezza non ti salverà (2016) e ancora un noir La verità dell’acqua (2019). Gli ultimi cinque libri per la casa editrice Scrittura&Scritture. Scrive recensioni per Gli amanti dei libri, la rivista Airone (Cairo editore) e Luoghi di libri.

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