Sul riccio – Éric Chevillard

Titolo: Sul riccio
Autore: Éric Chevillard
Casa Editrice: Prehistorica Editore

“…io concepisco in effetti la letteratura al contempo come il luogo e l’arma della rivincita e persino della vendetta pura e semplice”.

Amiche e amici lettori, sono molto contento di essere nuovamente ospite di questo luogo di incontro per Amanti dei libri, amanti delle storie e della parola, amanti dell’immaginazione e dell’immedesimazione.
Ho deciso di tornare con una proposta di lettura molto originale, un romanzo al cui autore la casa editrice che lo pubblica ha deciso di dedicare una intera collana. Parliamo del romanzo “Sul riccio”, scritto da Éric Chevillard, autore contemporaneo francese, scrittore prolifico e pluripremiato. La casa editrice che ci regala quest’opera e che renderà possibile leggerne molte altre è “Prehistorica Editore”, una bellissima realtà fatta di giovani appassionati e competenti, giovani che viaggiano alla ricerca del meglio del mondo letterario, e che nello specifico hanno fatto la scelta di viaggiare in Francia, terra che di cultura trabocca.
I libri di Prehistorica Editore si presentano innanzitutto esteriormente in modo molto accattivante, grazie a copertine che riproducono quadri stupendi (in questo caso di Elisa Ruberti), pagine stampate su ottima carta e colori di piacevole pacatezza. “Sul riccio” presenta, a mio modesto parere, la copertina più bella, un palese invito che tutti accettano volentieri ad accarezzarla, alla ricerca della morbidezza del “riccio naïf e globuloso”.
Un riccio, e colui che lo “ospita” sulla sua scrivania, sono i protagonisti di questo romanzo che se dovessi definire in una sola parola sarei obbligato a dargli questo appellativo: Una sfida. L’autore sfida se stesso innanzitutto, poi sfida il lettore, sfida il riccio, sfida il suo protagonista a resistere alle prove che mette sul suo cammino.
Un giorno qualunque della sua vita di scrittore, un uomo trova sul suo tavolo di lavoro un riccio, naïf e globuloso, e così lo definirà per tutto il romanzo, perché sì, questo insolito co-protagonista accompagnerà l’anonimo scrittore nell’ardua impresa di scrivere l’autobiografia che tutto il mondo si aspetta, dalla prima all’ultima pagina.
Inizialmente lo scrittore che ambisce alla realizzazione di un’opera definitiva, pare solo leggermente disturbato e anche incuriosito da quella presenza, e le principali domande che si fa sono sulla sua provenienza, sul modo attraverso il quale sia arrivato in quella stanza, ma pagina dopo pagina, i quesiti si fanno più importanti e la presenza più assillante, intrecciandosi con le fatiche specifiche di chi arranca nel trasporre sulla pagina le parole e i concetti che albergano nella propria testa.
E così, in una vera sfida tra le pagine che vuole scrivere, tra l’opera cui vuole dar vita e le cataste di libri che poggiano in ogni dove all’interno della stanza, e che pagina dopo pagina lui brucia nel caminetto che gli sta accanto, cresce la tensione, il riccio sembra quasi aumentare di dimensione in un’immaginazione che il lettore si fa della scena, sembra occupare sempre più posto lasciato libero dai libri bruciati, e che invece doveva essere occupato dalla monumentale opera del nostro.
“La vita ci trattiene attraverso una serie di piccole suspense il cui esito ci è in fin dei conti assolutamente indifferente”.
Questo libro potrebbe essere definito sperimentale, se non fosse per la sicurezza della scrittura, che non ha mai cedimenti, pur essendo un ininterrotto flusso di pensieri che escono dalla mente del solo personaggio. Un monologo intervallato da un impossibile dialogo con un riccio, e dalle fiamme di un camino che mentre leggiamo quasi si sente accartocciare le pagine gettate al suo interno. “Sul riccio” è un libro fantastico che dovrebbero leggere tutti, scrittori e lettori, perché c’è da imparare per tutti, c’è da gioire e da trarre stimoli. Una bella sfida insomma. Buttatevi nella mischia, con la dovuta attenzione agli aculei.
Buona lettura.

“Attraversai l’infanzia a testa bassa, il più velocemente possibile, e non appena arrivato in fondo chiamai nostalgia a mia volta la sensazione di nausea che mi restava”.

Sul riccio
Éric Chevillard

Prehistorica Editore
Collana Chevillardiana

Pag. 218
Euro 16,00
ISBN 987-88-31234-03-0

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