Salone del libro – Luis Sepulveda: ingredienti per una vita di formidabili passioni

Torino è per Luis Sepulveda la terza/quarta patria.

Egli si definisce cileno, in quanto è nato in un piccolo hotel in Cile chiamato “hotel Cile”, ma allo stesso tempo non lo è più, in quanto una notte del 1986 il dittatore fece una lista di ventidue persone a cui decise di togliere la nazionalità, tra questi nomi c’era anche quello del nostro autore. In modo altrettanto repentino egli ottenne la cittadinanza tedesca quando una donna ad Amburgo decise di intercedere per lui e in tre mesi egli diventò cittadino tedesco. Attualmente vive in Spagna, dove scrive anche per giornali come El Pais, ma non si ritiene spagnolo. Si definisce apolide, cittadino del mondo.

Questo libro, cioè  il suo ultimo testo edito da Guanda, “Ingredienti per una vita di formidabili passioni”, nasce da una promessa fatta a Osvaldo Soriano: dopo diversi libri di fiction era indispensabile tornare al lavoro giornalistico e raccontare la contraddittorietà del mondo. In questo libro l’autore desidera occuparsi di una realtà orrenda, egli dà voce agli ultimi, a chi non ce l’ha. In questo libro si trova la rabbia che porta alla denuncia.

Luis Sepulveda si mostra molto critico anche rispetto alla classe politica spagnola, in particolare a quella di destra, interessata solo a difendere il cattolicesimo. Siccome la politica è, per lui, l’arte di fare le cose in maniera civilizzata l’autore guarda i giovani con molta stima: i giovani non hanno perso le speranze e non hanno trasformato la crisi in violenza, da questo movimento sociale egli è sicuro che nascerà una soluzione alla crisi.

L’autore dedica l’ultima parte dell’intervento come, del resto, l’ultima parte del libro alla famiglia e in particolare alla sua. Quella famiglia che ha vissuto momenti drammatici come la deportazione della moglie e la latitanza dell’autore, una famiglia che si riunisce in alcuni momenti dell’anno e allora, di fronte alla carne asado e ad una buona bottiglia di vino la vita diventa bellissima e ciò è possibile solo quando tutta la famiglia è intorno al tavolo e tutto il resto sta fuori.

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  • Riccardo

    C’e’ un refuso: Pinochet, non Allende…

    • Riccardo

      Il libro, comunque, e’ stupendo…

  • Sara Bauducco

    Abbiamo corretto. Grazie per la segnalazione!

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