Salone del Libro – Daria Bignardi lascia spazio all’amore

 

Alla presentazione del libro di Daria Bignardi L’ acustica perfetta il protagonista assoluto è l’amore. Incalzata dal professor Giovanni Tesio, l’autrice afferma che l’amore non si può non cercarlo, pur essendo consapevole di non saperne nulla.

Il nuovo romanzo della Bignardi è caratterizzato dalla ricerca di un percorso compiuto da due coniugi: la storia di un amore adolescenziale prima, coniugale poi.

Il romanzo possiede molto movimento, ci sono stralci epistolari, toni differenti, un racconto che deve fare i conti con le crepe del cuore e una quotidianità che auto inganna.

Lui è un violoncellista di una prestigiosa orchestra, lei una ragazza bellissima che appare e scompare e che, a un certo punto, decide di scappare perché avendo già vissuti molti momenti dolorosi capisce che l’unica soluzione per non perdere tutto è allontanarsi.

Nell’intervento dell’autrice ampio spazio è dedicato alla famiglia, tanto importante nel suo primo romanzo Non vi lascerò orfani, fondamentale per la sua carriera come scrittrice, è stata infatti la morte della madre che ha fatto scattare in lei il bisogno di raccontare i suoi pensieri attraverso la parola scritta.

L’io narrante di L’ acustica perfetta è una voce maschile e questa scelta è stata estremamente liberatoria per permettere alla scrittrice di allontanarsi dal suo io televisivo e mediatico. Inoltre, attraverso la scrittura di questo libro l’autrice ha rivalutato il mondo maschile. Il finale è davvero imprevedibile e sebbene questa sembri una storia d’amore è in realtà un romanzo di formazione. Arno, il protagonista, dovrà scoprire delle cose di sé che lo cambieranno, ma anche a Sara, la moglie, succederà la stessa cosa. È la storia di due persone alla ricerca del loro amore.

La sua capacità di scrittura nasce dall’amore per la lettura “ero una lettrice compulsiva che si nutriva dei libri della madre, ho letto tutti i grandi classici russi e francesi” forse questo ha influenzato il suo amore per la parola scritta o forse come ci dice l’autrice “se uno ha il demone della scrittura, prima o poi questo verrà fuori”.

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