Data di pubbl.: 2026
Pagine: 306
Prezzo: € 18,00
Il noto giornalista investigativo Leo Malinverno torna in questa terza avventura mozzafiato narrata dalla bella penna di Mariano Sabatini. Lo troviamo come sempre a Roma, a bordo della sua inseparabile lambretta inseguito da un’auto, una Passat sudicia e minacciosa che lo sperona all’altezza di Villa Miani. L’incidente è terribile. Auto e lambretta finiscono giù da un dirupo. Malinverno si salva, il guidatore della Passat muore e con lui è il Tatuatore a passare a miglior vita. Per Leo, però, inizia un periodo oscuro prima in ospedale per le ferite riportate e poi a casa propria, nel bel villino di via Pomaranci, assistito da vicini premurosi e amici fidati. Tra questi Viola Ornaghi, giornalista di Charme, per la quale Leo ha un debole. Lei si sta riprendendo dalla fine del matrimonio con il marito, dopo l’ennesimo tradimento, e dalla morte della madre Flaminia, gran dama romana ma donna gelida. Un tumore al cervello se l’è portata via in un amen. Malinverno, al momento, è in forza all’Eco d’Italia di Salvo Curró, ma nelle sue attuali condizioni si può muovere ben poco. È Silverio Orati dell’Eco a raccogliere la sua testimonianza sul terribile incidente, mentre da Il Globo il direttore Pietro Orefici rivorrebbe Malinverno con sé. Ma né la moglie di Orefici, la conturbante Evelina, né il vice Tommaso Lembo, che Leo detesta per la sua incompetenza, riescono a fargli cambiare idea.
Due notizie raggiungono Malinverno dal mondo esterno grazie all’amico poliziotto Jacopo Guerci: il brutale omicidio di Oscar Di Tillo, boss dai loschi affari:
“Ben trecento immobili, tra terreni, locali, capannoni, appartamenti, una vecchia fabbrica dismessa, un centinaio di società, circa cinquanta autovetture, tra cui due Ferrari e una Porsche cabrio; un numero imprecisato di conti bancari e quote azionarie per un valore pari a una ventina di milioni di euro.” (p. 44)
e la sparizione del ricco e famoso scrittore Petronio Grigo. A denunciarla il suo segretario Marco Oberdan, già segretario del padre di Petronio, Valerio, lui sì grande e acclamato scrittore morto da qualche tempo. Dalla moglie di Petronio, Misa, di quindici anni più giovane, Malinverno apprende la pochezza di quel matrimonio e il mai sopito amore della donna per il noto fotografo Gabriele Pisardi, da otto mesi ospite di un centro di recupero a seguito di un pestaggio da parte di ignoti perché lui stesso non ricorda più nulla. Pestaggio casuale o ordinato dal marito di Misa? E perché mai Misa è rimasta con Petronio? Qualcosa di più forse la conosce Laura Valbruni, una quarantenne con agganci un po’ ovunque che si professa grande amica di Misa. E poi a Jacopo Guerci arriva lo sconvolgente video della decapitazione di Petronio Grigo…
Impedito dalla sua convalescenza, Malinverno mette in campo per le ricerche sui casi i giovani amici e colleghi Jimmy Caviglia de Il Globo e Giulio Matsuda dell’Eco. Ciò che poco alla volta viene alla luce grazie al loro lavoro, a quello dello stesso Leo e alla sua straordinaria abilità nello scoprire collegamenti, è un orribile connubio fra mafia e politica, un giro di prostituzione minorile, di ricatti e suicidi. Nonché di omicidi, perché a morire non sarà solo il boss De Tillo e a rischiare di brutto saranno ancora una volta Leo Malinverno e i giovani Jimmy e Giulio.
Alla complessa e realistica trama principale s’intrecciano, come nei precedenti capitoli, le vicende personali di Leo, dell’amico Guerci e dei molti personaggi di questo giallo che, ancora una volta, denuncia, senza se e senza ma, gli intrighi spudorati, la crudeltà, la totale assenza di freni inibitori, l’avidità sfrenata e priva di scrupoli di uomini che dovrebbero essere al di sopra di ogni sospetto, e che invece non disdegnano di unirsi alla criminalità organizzata per realizzare i propri desideri.



