Pagine: 222
Prezzo: € 16,90
A quante avventure del commissario Gigi Berté è arrivato Emilio Martini? Sedici o diciassette? Se n’è perso il conto, ma cominciamo col dire che dietro il nome di questo autore si celano le penne argute, intelligenti e preparatissime in trame gialle – ma non solo – delle sorelle Martignoni, Elena e Michela, un team affiatato e imbattibile. Ambientazione tutta ligure nel paese di Lungariva – che in realtà non esiste come la Vigata di Camilleri – dove il commissario Berté di origini calabresi, alto, prestante, lunga e irrituale coda di capelli, in perenne interna discussione con la sua Coscienza Bastarda, vive ormai da tempo dopo gli anni milanesi in questura. Come mai è finito in questo piccolo borgo tranquillo? I fedeli lettori delle sorelle Martignoni probabilmente se lo chiedono da tempo e questa volta lo scopriranno fin dall’inizio perché un personaggio del passato milanese di Gigi Berté riappare, lo sequestra – ebbene sì! – e lo implora di aiutarlo a dimostrare la propria innocenza per la morte brutale a Genova dell’avvocatessa Sandiana Maris un tempo grande amore della sua vita, la sua ‘numero uno’. Solo Berté potrà trovare le prove che scagionano il suo vecchio amico, il quale però ha molto da farsi perdonare dal commissario. Intanto il ‘sequestro’ di Berté provoca non poco scompiglio nel piccolo commissariato di Lungariva dove lavorano il fedele sovrintendente Pasquale Parodi e l’intelligente, tecnologica e intuitiva ispettrice Francesca Belli. Come pure entra nel panico la compagna di Berté, Marzia, incinta e angosciata dal lungo silenzio del suo amore.
Del sequestro, per non complicare le cose, Berté racconterà al suo riapparire una versione edulcorata così da ottenere dal magistrato Irene Graffiani il permesso di affiancare l’ispettore Mimmo Romeo a Genova per le indagini. Indagini tutt’altro che facili per la reticenza di alcuni, i segreti ben conservati di altri, le mezze verità che i sospettati raccontano, come in ogni giallo che si rispetti. Berté tiene a bada rabbia e irruenza, cerca di governare il suo modo molto personale di condurre le indagini anche perché non è lui il titolare di questa, mentre nel profondo lo agita il dubbio sulla reale innocenza del suo vecchio amico. Sarà l’ispettore Belli a tirare fuori, come si dice, il coniglio dal cilindro, ma toccherà a Berté lo show down finale. E che finale!
Preciso, puntuale, studiato nei minimi particolari con ottimi dialoghi e personaggi che restano impressi nel cuore e nella mente, anche questa avventura del commissario Gigi Berté è pronta ad affascinare i suoi lettori tenendoli incollati alla pagina. Da non perdere il piccolo racconto finale, perché Berté, quando proprio non ne può più, immagina e scrive storie. Una bella e singolare trovata.


