Muore a Roma lo scrittore Alberto Bevilacqua

Alberto Bevilacqua

Roma.

Si è spento, all’età di 79 anni lo scrittore Alberto Bevilacqua, tra la notte di domenica 8 e la mattina del 9 settembre, nella clinica privata di Roma Villa Mafalda.

Alberto Bevilacqua, nasce a Parma, il 27 giugno 1934 ed inizia a pubblicare i suoi scritti negli anni cinquanta, su invito di Mario Colombi Guidotti, responsabile del supplemento letterario della Gazzetta di Parma. La sua prima raccolta di racconti, “La polvere sull’erba”, (1955), ebbe l’apprezzamento di Leonardo Sciascia.

Nel 1961 pubblicò la raccolta di poesie “L’amicizia perduta”.

Il suo primo successo editoriale fu il romanzo La califfa (1964).

Il romanzo seguente, “Questa specie d’amore”, vinse il Premio Campiello (1966). Di entrambi i romanzi Bevilacqua stesso curerà poi la trasposizione cinematografica, vincendo con Questa specie d’amore il David di Donatello per il miglior film.

Il 10 marzo 1995 viene chiamato a comparire in sede processuale nell’ambito del processo contro Pietro Pacciani per i delitti del Mostro di Firenze, in quanto persona offesa dal reato di calunnia.

Nel 2010 la collana “I Meridiani” gli dedica un volume.

Tra gli altri romanzi divenuti best seller ricordiamo: Giallo Parma, la Califfa.

Alberto Bevilacqua era stato ricoverato a gennaio in una clinica privata della Capitale per l’aggravarsi di uno scompenso cardiaco che l’aveva colpito. Un ricovero spontaneo per accertamenti che si è invece trasformato in una lunga terapia per malattie cardiocircolatorie. Lo scrittore era in stato di incoscienza da tempo, mostrando lucidità solo a tratti in maniera episodico.

Proprio per questo la struttura era stata denunciata dalla compagna di Bevilacqua, Michela Miti con l’accusa di essersi rifiutata di trasferire lo scrittore in un ospedale pubblico.

 

 

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