L’editoriale

Il 2012 è stato un altro anno certamente difficile per l’editoria, con un ulteriore calo di vendite di libri a testimoniarlo in maniera inequivocabile.

Vero che i libri costano troppo, ma non credo sia soltanto colpa della crisi economica se in Italia si legge meno di prima. Purtroppo si è arrivati a ritenere la lettura qualcosa di superfluo o peggio di inutile; una tentazione pericolosa ancora più grave della crisi dell’economia perché colpisce il sapere, i nostri valori e la nostra curiosità. Uno spread ben più difficile da contrastare rispetto a quello economico.

Ma noi non ci vogliamo arrendere a questa deriva triste e vogliamo continuare a leggere e soprattutto amare i libri, tutti ed indistintamente, perché ciascuno di essi ha la sua dignità da salvaguardare, esclusi ovviamente quelli dell’editoria a pagamento; una piaga da combattere con fermezza.

Molti spesso ci chiedono perché abbiamo scelto di chiamare la nostra testata “Gli Amanti dei Libri”. La risposta è molto facile: perché noi amiamo i libri e la lettura, come si ama una persona cara o un amico, perché lo riteniamo importante per la nostra vita. Chi scrive sulla nostra testata è un amante dei libri autentico, perché non solo li legge, ma mette anche un po’ del proprio tempo a disposizione di voi cari lettori e amanti quanto noi, scrivendo recensioni o intervistando autori.

Questa è e sarà sempre la linea editoriale de Gli Amanti dei Libri; lettori che si mettono a disposizioni di altri lettori per condividere una passione, senza salire in cattedra. Il successo della nostra testata, di cui ho il piacere e l’onore di essere direttore responsabile, è merito di chi tutti i giorni ci lavora ma soprattutto di chi tutti i giorni viene sul nostro sito a leggerci. La famiglia de Gli Amanti dei Libri si allarga sempre più e noi ne siamo orgogliosi.

Il 2012 è stato un anno straordinario per la nostra testata, come certificato anche da due recenti articoli usciti su “La Repubblica” ed “Il Giornale”, che ci annoverano tra i primi siti/blog italiani del settore. Nell’anno appena terminato siamo stati partner dell’Incubatore al Salone del Libro di Torino e del Premio Chiara di Varese, mentre nel 2013 lo saremo del Festival della Letteratura Francese, che si svolgerà in 15 città italiane dal 25 febbraio al 9 marzo.

Non sono le uniche novità che ci riguardano; nel gennaio del 2013 partirà anche il corso di scrittura creativa della Scuola Yanez con un docente d’eccezione come lo scrittore e giornalista ticinese Andrea Fazioli, nei primi mesi dell’anno istituiremo anche una speciale rubrica dedicata ai classici della letteratura e un appuntamento periodico con editoriali curati dagli  scrittori stessi.

Si chiude un 2012 indimenticabile per noi; solo nel mese di dicembre, il nostro sito ha avuto ben 38 mila visite, superando di slancio il milione di contatti. Nel 2012 abbiamo lavorato con 116 case editrici, recensendo 318 libri, intervistando 135 autori, di cui 40 stranieri, e pubblicando oltre 700 news. Sono numeri importanti che cercheremo di migliorare nell’anno nuovo. Un miglioramento che non potrà mai prescindere dall’affetto e dalla costanza con cui i nostri  lettori ci seguono sempre più numerosi ed ai quali auguro, a nome di tutti Gli Amanti dei Libri, un 2013 ricco di serenità ma soprattutto di tanti e buoni libri.

Il Direttore
Matteo Fontana

0

Ti potrebbero interessare...

  • franco

    la verità è solo nel primo motivo che avete evidenziato, i libri costano troppo! se costassero meno la gente tornerebbe a leggere.

  • Luca S

    Invece no, caro Franco, i libri si devono pagare (almeno quanto costa produrli)! La cultura si paga, bisogna smettere di considerarlo un bene scontato e tornare a vederlo come qualcosa di valore su cui investire sia le energie personali sia le risorse collettive.
    E poi basta con i luoghi comuni: ci sono libri buoni, a volte molto buoni, che costano meno di un caffé e ampiamente meno di un pacchetto di sigarette. La verità è che leggere è una spesa di energia intellettuale e fisica, un’energia (specie la prima) che non tutti hanno, anzi direi che meno della metà dell’attuale popolo italiano (per rimanere fra di noi) può vantarla.

  • http://www.voland.it Daniela Di Sora

    Rimango sempre stupefatta da simili osservazioni generiche e superficiali: dietro un libro ci sono mestieri e professioni, io(faccio l’editore)pago quando compro i diritti di un libro, pago (spesso troppo poco,purtroppo) il traduttore che lo traduce, il redattore che corregge le bozze, il tipografo che lo stampa, il promotore che lo promuove e il distributore che lo distribuisce. La libreria (se è una libreria indipendente, non di catena, queste ultime si prendono ovviamente molto di più) si prende all’incirca il 30% del prezzo di copertina, e i miei libri costano una media di 15 euro. Ho in catalogo una collana di classici russi tradotti da scrittori italiani a 10 euro a volume, traduzioni nuove e splendede.
    Ma tutta la gente di cui sopra, dovrebbe lavorare gratis?

  • Raffaella

    Una pizza in meno, un libro in più!

Login

Lost your password?