La Ragazza con l’Europa in tasca

Titolo: La ragazza con l'Europa in tasca
Autore: Lavinia Monti
Data di pubbl.: 2022
Casa Editrice: Bookabook
Pagine: 240
Prezzo: 17.00

Il romanzo moderno, per come lo conosciamo noi oggi, è davvero molto giovane. Nasce solo a metà del Settecento in una Inghilterra che si era appena avviata nella Prima Rivoluzione Industriale. Cambiavano le esigenze e le mode e la letteratura si adeguò. I primi romanzi erano resoconti di viaggi a volte veri a volte inventati (basti pensare al Robinson Crusoe) che dovevano permettere al lettore di esplorare il mondo anche questo non aveva i mezzi necessari per farlo. Con l’Ottocento il tema del viaggio rimase molto presente nella narrativa (l’esplorazione di Asia e Africa e la scoperta dell’Oceania consentirono la nascita di un filone narrativo assai vario e ricco) e divenne importante per i giovani intellettuali inglesi che terminavano gli studi, viaggiare per l’Europa (o, come Darwin, per il mondo) per migliorare le proprie esperienze i propri studi permettendo la nascita di figure (si pensi a Shelly o a Lord Byron) di grande spessore e grande cultura che ancora oggi ci affascinano. Questa premessa, sebbene io ammetta sia un po’ prolissa, era necessaria per capire il libro di Lavinia Monti e la sua originalità. Sarebbe stato molto semplice etichettarlo come “autobiografia” e raccontare una sinossi veloce delle tappe percorse da una vita straordinariamente emozionante come questa. Ma si sarebbe perso moltissimo del contenuto e si sarebbe finito per banalizzare un libro che, a mio giudizio, vale molto la sua lettura.

Ma chi è Lavinia Monti?

Una donna che ha trascorso gran parte della sua vita “in viaggio”. Inizia in giovane età quando gli spostamenti sono quasi più di carattere sociale che fisico. Lei di famiglia benestante si muove tra ambienti quasi “popolani” e istituzioni “quasi esclusive” maturando una mentalità aperta e indipendente che le permette di apprezzare il meglio di ogni esperienza. Arrivata alla fine degli studi inizia, tra le prime in Italia e in Europa, ad aderire ai progetti indetti dall’Unione Europea (che si stava evolvendo e ancora non era quell’Europa che conosciamo oggi) per promuovere lo scambio culturale tra le varie nazioni aderenti. Ma non sono solo i progetti internazionali (che la portano a visitare spesso la Francia, l’Austria e la Spagna) a coinvolgere la giovane Lavinia. Anche la curiosità e il piacere la portano a viaggiare e a scoprire altri angoli del Vecchio continente. In questo girovagare senza sosta sono numerosi i richiami alla letteratura, al cinema e alla cultura in generale. Non solo. Questo muoversi è anche un viaggiare nella vita, nelle sue possibilità e nelle sue sfumature, incontrando persone, innamorandosi e deludendosi, imparando a scoprire se stessa e il mondo (molto più grande di quello che una carta geografica permette di immaginare) che la (e ci) circonda.

Personalmente ho gradito molto la lettura di questo romanzo. La prosa è molto scorrevole e il ritmo narrativo è coinvolgente quanto basta a farti desiderare di andare avanti e scoprire cosa accadrà nelle pagine successive. L’autrice, pur essendo protagonista e narratrice, riesce a restare molto neutra nel raccontare i vari episodi. Non omaggia, non ostententa non crea caricature (in positivo o in negativo) delle persone che incontra. Questa particolarità (piacevole) rende sorprendete la narrazione proprio per la sua straordinaria obiettività pur essendo un racconto autobiografico.

Anche le riflessioni che l’autrice/personaggio fa in alcuni passaggi sono molto interessanti, perchè mostrano una graduale maturazione della figura di cui stiamo leggendo (che non risulta un piatto personaggio o un vago ricordo del tempo che fu) e danno spazio a riflessioni più personali.

Leggere questa storia, specie per qualcuno che sia sul finire della scuola superiore o che si stia affacciando all’età adulta, può essere un ottimo trampolino per provare a cambiarsi e a osare, a esplorare il mondo senza pregiudizi e godendo delle bellezze.

5

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Gabriele Scandolaro

Mi chiamo Gabriele e sono un lettore. Ho iniziato a leggere quando ero molto piccolo, complice una nonna molto speciale che invece delle classiche favole riempiva le mie giornate raccontandomi i capolavori teatrali di Shakespeare e di Manzoni. Erano talmente avvincenti le sue narrazioni che, appena mi è stato possibile, ho iniziato a leggere per conto mio. Ma terminato il mio primo libro ne ho iniziato subito un altro. Poi un altro. Da allora non riesco più a smettere di leggere. Quando non leggo o studio, lavoro come Educatore e suono il violino.

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