La promessa del plenilunio – Riikka Pulkkinen

Titolo: La promessa del plenilunio

Autore: Riikka Pulkkinen

Editore: Garzanti

Genere: romanzo

Numero di pagine: 308

Anno di pubblicazione: 2013

Prezzo: €. 17,60

E ora Anjia doveva riconoscere l’inevitabile: lei non poteva morire. Non adesso. Qualcun altro invece sarebbe morto, qualcuno che aveva avanzato una richiesta. Una responsabilità le era stata affidata, una supplica. Sotto quel peso schiacciante il pensiero del proprio destino si fece leggero come un sorriso.”

Si può uccidere qualcuno per salvarlo? Si può togliere la vita a una persona che si è amata per una vita intera? Può l’omicidio essere l’unico atto, il più estremo, per liberare chi amiamo dalla lenta agonia della malattia e dal decadimento fisico e mentale?

Anja ha vissuto con il marito Antti per più di vent’anni. Lui le ha giurato che sarebbero stati insieme tutta la vita ma ora Anja è rimasta sola. La memoria di Antti si è via via sempre più affievolita. L’incubo della malattia si è insinuato in maniera subdola nelle loro vite. Tutto è iniziato quando Antti in un parcheggio ha dimenticato dove ha lasciato l’auto. Poi lui, che di professione è architetto, ha disimparato a disegnare, e poi, giorno dopo giorno, ha dimenticato i nomi delle cose, perfino quello della moglie.  Per Antti dimenticare è diventato insopportabile. I suoi ricordi come in un caledoiscopio costruiscono realtà sempre più frammentate. In un momento di lucidità, durante una notte di plenilunio, Antti chiede ad Anjia di porre fine alla sua agonia, di ucciderlo per salvarlo.

Mari ha sedici anni ed è la nipote di Anja. E’ una ragazza dal nome comune e dall’esistenza banale che il destino trasforma però in una eroina tragica. Mari si sente insignificante, ha manie di autolesionismo ed è disposta a farsi del male, a morire perfino pur di sentire qualcosa di vero. Il suo professore di finlandese, Julian, si invaghisce di lei. Tra i due scoppia una passione travolgente. Mari però è una minorenne e ha una madre a cui dar conto. Julian ha due bambine piccole, una moglie e un progetto da realizzare.  La storia tra Mari e Julian  assume via via i toni di una tragedia romantica in cui la persona amata si trasforma in carnefice, e occorre che qualcuno si sacrifichi perché qualcun altro si salvi.

Quanto Riikka Pulkkinen fosse brava lo sapevamo già. Avevamo già letto il suo primo romanzo pubblicato in Italia “L’armadio dei vestiti dimenticati” e sapevamo che anche con questo romanzo ci saremmo trovati di fronte ad una storia per nulla semplice e superficiale. Certo non ci saremmo aspettati però un romanzo così coraggioso, audace e crudele per certi versi, e soprattutto così magnificamente tragico.

Il libro si apre con Anjia che, dopo un tentativo fallito di suicidio, davanti a una tisana calda, una natura rasserenante sullo sfondo, progetta l’omicidio del marito con spietata meticolosità. Nel secondo capitolo la nipote Mari trova nel farsi del male e nell’aspirazione al suicidio l’unica prova dell’esistenza di sé. Un inizio non certo incoraggiante per un romanzo il cui titolo fa immaginare una semplice storia d’amore e invece ti sbatte in faccia due aspiranti suicidi in poche pagine. Quando realizzi invece che quella che andrai a leggere ha tutte le sembianze di una tragedia teatrale più che di un semplice romanzo rosa, la prospettiva cambia.

La promessa del plenilunio, a dispetto del titolo da romanzo d’amore,  si legge con la stessa ansia con cui si guarda un film di paura al cinema o con cui si assiste ad una grande tragedia a teatro fatta di monologhi introspettivi, di descrizioni vivide e spietate di luoghi e di cose, e con una tensione emotiva che è in continuo crescendo. Riikka Pulkkinen ci descrive con dovizia di particolari e crudele lucidità due storie in cui sensualità, passione violenta e l’ l’indissolubile binomio romantico amore-morte sono gli elementi dominanti. Il romanzo diventa una riflessione sul teatro tragico e sulla vita stessa. Quanto può il destino determinare il corso degli eventi umani e quanto invece un individuo può scegliere della propria vita? Cos’ha in comune la vita con il teatro?

L’autrice ci racconta una storia di vita quotidiana in cui donne e uomini comuni diventano eroi tragici. Una storia intensa, difficile, densa di cose che accadono e di pensieri su cui riflettere, che sfianca, che scuote ma che non si può che leggere fino alla fine. Una storia che lascia con mille interrogativi e dubbi irrisolti, persino su quel finale aperto che ciascuno deve intuire da sé.

Acquistalo scontato su IBS.it, disponibile anche in ebook!

 

0
Giovanna Capone

Non dirò di me che ho sempre amato leggere, che ho imparato a leggere prima del tempo e che ho trascorso la mia infanzia leggendo libri e neppure che ho amato molto le favole. Per apprezzare la lettura occorre che arrivi il momento giusto e che si abbia la mente sgombra da altri pensieri.Quando capisci che il momento giusto è arrivato? Quando incontri qualcuno che ti spiega che, a volte, non è importante quello che c'è scritto in un libro ma il modo in cui è stato scritto, quando sullo scaffale di una libreria la copertina di un libro attira la tua attenzione e capisci che quello sarà il tuo libro, quando sei curioso di sapere se un titolo accattivante nasconde una storia altrettanto brillante. Cosa significa leggere? Riscoprire qualcosa di te, qualcosa che hai sempre saputo ma che nessuno se non un grande scrittore è riuscito ad esprimere con le parole.

Ti potrebbero interessare...

Login

Lost your password?

Per continuare a navigare su questo sito, accetta l'informativa sui cookies maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi