Data di pubbl.: 2026
Pagine: 234
Prezzo: € 18,00
In una fredda mattina ligure di febbraio a Lungariva, il commissario Gigi Berté porta, come di consueto, i suoi due cani a passeggio sulla spiaggia. Nella Casa Gialla dove abita ha lasciato l’adorata compagna Marzia e i neonati gemelli Emilia e Martino ancora addormentati. Ma qual è la sua sorpresa quando vede, proprio sull’arenile, qualcosa difficile da evitare o dimenticare:
“Erano una donna e un uomo o, meglio, quello che ne rimaneva: legati tra loro da una grossa corda, nudi, mutilati, privi di occhi e orecchie.” (p. 15)
Sia l’uomo che la donna sono sulla quarantina, come verrà appurato dai primi rilievi e riferito dall’agente Francesca Belli alla PM Graffiani. Lui ucciso con un violento colpo alla testa, lei strangolata e sono rimasti in mare per almeno tre giorni. Elementi per una possibile identificazione un tatuaggio ciascuno: uno stemma nobiliare che, sull’avambraccio sinistro dell’uomo, porta anche il numero quattordici. È il sovrintendente Parodi a sciogliere l’enigma sulla donna. Crede si tratti della nobile Perla Bonaparte che lui non vede da dieci anni, ma che un tempo aveva una bella villa da quelle parti oltre ad essere proprietaria di varie case della zona concesse in affitto. La conferma arriva dalla moglie di Parodi che li spinge a contattare Marianora Puppi, grande amica della madre di Perla e poi di Perla stessa. Da lei Berté apprenderà interessanti informazioni sulla defunta: le molteplici relazioni sentimentali intrattenute e quella più importante di tutte – finita assai male – con il direttore d’orchestra Anton Marinelli, nonché la storia di una singolare maledizione che grava sulle donne Bonaparte e impedisce loro di avere figli maschi. Intanto l’agente Belli scopre l’identità dell’uomo. Si tratta di Aiace del Grifo proprietario, insieme al fratello Centurione, di un prestigioso allevamento di cavalli da corsa con annesso centro di equitazione nello splendido borgo di Muraglione nella Lunigiana. Ora tocca a Gigi Berté, al sovrintendente Parodi e alla bravissima Francesca Belli scoprire da chi Perla e Aiace sono stati uccisi e soprattutto perché.
L’indagine parte dalla casa genovese di Anton Marinelli per spostarsi in Lunigiana dove Berté apprende da Centurione del Grifo di una grande festa di beneficenza legata a un concorso di poesie organizzata da Fabrizio Obertenghi nella sua villa di Pietranera. È lì che Perla e Aiace sono stati visti per l’ultima volta vivi ed è da lì che se ne sono andati insieme. Ma cosa è successo durante la festa dove, un po’ alla volta, i nostri scoprono che erano presenti tutti coloro che, a vario titolo, possono venire considerati dei sospettati? E chi era, veramente, Perla Bonaparte? Ricchissima, indipendente, anticonformista e sola. Una donna libera che odiava le ingiustizie, ma anche pronta a vedere complotti ovunque. Cosa la legava ad Aiace del Grifo?
Un’indagine tortuosa e difficile per il ‘giacobino’ Gigi Berté che con la nobiltà non è mai andato a nozze e che, nonostante i richiami della sua Coscienza Bastarda e l’aiuto dell’ispettore e amico Mimmo Romeo a Genova, quei personaggi blasonati, falsi, reticenti e pieni di reciproche invidie e maldicenze, li prenderebbe volentieri a calci dove sa lui! E poi, come i lettori scopriranno, sembrerà a Berté di non dover scoprire solo un assassino, ma di stare conducendo una singolare indagine sulla figura del padre che coinvolge lui stesso nel suo nuovo ruolo di genitore, ahimè, poco presente. Non per colpa sua, certo!
Ancora una volta l’alias delle sorelle Martignoni, Emilio Martini – avete notato come si chiamano i piccoli gemelli Berté? – ci delizia con un giallo ricchissimo di sorprese, sofisticate trappole, precisi riferimenti letterari che non mancheranno di incatenare i lettori alle pagine fino al perfetto finale.


