La vita delle librerie indipendenti

(foto tratta dal sito www.gliitaliani.it)

In questi ultimi anni è aumentato il numero di romanzi ambientati in libreria o i cui protagonisti sono librai: forse è una figura che affascina oppure si vuole instaurare un rapporto  più intimo con i molti lettori accaniti (che ce ne siano tanti lo dimostra anche l’aumento di social network e siti dedicati ai libri) o, forse, si tratta più semplicemente di ricerche di mercato. Di sicuro, il mercato librario negli ultimi tempi è un osservato speciale: risente della crisi, fa discutere gli addetti ai lavori (si pensi alla legge Levi) ma pare avere comunque sempre una nuova carta da giocare (ebook e settore digitale). Curiosando tra le pieghe del settore si incontrano notizie che raccontano di un mondo in un certo senso ancorato alla tradizione e alla passione ma in continua evoluzione.

L’Aie, nella relazione sullo stato di salute dell’editoria, ha riportato un aumento degli acquisti nelle librerie online. Intanto, diverse librerie indipendenti – alcune delle quali punto di riferimento per la vita di un quartiere o di una città – si sono trovate obbligate ad abbassare definitivamente la saracinesca tanto è difficile competere con le grandi catene. Ci sono librai che stanno lottando per non arrendersi, come ad esempio Rita della Odradek di Sassari che tenta di dare vita a una cooperativa di donne per ottenere finanziamenti (articolo La Nuova Sardegna). Ancora, la storica libreria Bocca di Milano, dichiarata “Luogo del Cuore” dal Fai nel 2007, ha recentemente organizzato una svendita con sconti fino all’80 per cento per combattere la crisi (articolo Milanotoday). Eppure, c’è chi afferma che la libreria indipendente “se ben fornita e organizzata poco ha da temere dagli scaffali di un centro commerciale: sono pianeti differenti, non emisferi dello stesso pianeta. Forse visitati dagli stessi biblionauti”: è quanto si legge ancora in un articolo su La Nuova Sardegna a cura di Ruggero Roggio, funzionario della biblioteca comunale di Sorso.

Ogni libreria racconta un pezzo di storia e può polarizzare la curiosità di amanti di generi letterari differenti: così si trova quella specializzata in libri di viaggio e quella in testi sul cinema, quella rivolta ad un pubblico femminile e quella specializzata in saggistica. La specificità può fare la differenza. Se siamo a Roma possiamo entrare in qualcuno dei caffè letterari o delle librerie suggerite da Chiara Righetti su La Repubblica; a Torino si può invece entrare nella libreria PiemonteLibri, inaugurata ufficialmente nel novembre 2010, che espone e vende i volumi di tutte le case editrici piemontesi (articolo Metropolnews). In quasi ogni città ci sono librerie indipendenti e Finzioni Magazine, già alcuni mesi fa, ha lanciato una rubrica per censirle: lettori ed internauti possono segnalare quelle “che in piena epoca di digitalizzazione fanno ancora battere il nostro cuore di lettori old style”.

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