Il corvo e lo Scorpione – Francesca Civiletti

Titolo: Il corvo e lo scorpione
Autore: Civiletti Francesca
Casa Editrice: Rogiosi editore
Genere: Fantasy
Pagine: 381
Prezzo: 14.00 €

“Sì, entrare nel proibito e lanciare uno sguardo sull’invisibile era la tentazione più grande, ma mi spaventava. Avrei voluto tuffarmi, affacciarmi dall’altra parte, penetrare tra le pagine di quel manoscritto: la chiave che mi avrebbe aperto le porte di un mondo sconosciuto. Che mi avrebbe svelato cose che tutti vorrebbero sapere” (pag. 83).

L’isola di Ynys Mon, a Nord della Britannia, terra dei Druidi, nel 61 d.C viene invasa e distrutta dalle potenti armate romane che si espandono su tutti i territori dell’impero. L’unica superstite è Rowan, una ragazzina adolescente che si ritrova sola con in mano un antico manoscritto, l’Uroboro, passato dalle mani anche di Yoshua il Nazireno, e che racchiude l’intera conoscenza e le risposte a tutte le grandi domande.

Rowan si trova dunque ad affrontare un duplice obiettivo: da una parte difendere a tutti i costi il manoscritto ed evitare che cada nelle mani sbagliate, la squadra distruttrice (l’ordine nero di Roma), Gli scorpioni Neri, comandati dall’imperatore Nerone; dall’altra quella di essere in grado di poter comprendere e mettere in pratica i contenuti del manoscritto. Al suo fianco, in questo incredibile ed avventuroso percorso, troviamo una serie di personaggi che supporteranno la protagonista in tutte le sue peripezie: il suo antico maestro druido Amergin, che vede in lei l’eletta del sapere; il suo vecchio amico Dylan ora diventato pirata; Marco Viridio Pantera, un legionario in cerca di avventure e soprattutto la regina guerriera Skatha, che prende in custodia la ragazza per crescerla, prepararla e portarla alla consapevolezza del suo destino.

“Sapevo che quel libro, oltre che racchiudere la più completa conoscenza druidica, celava anche il segreto di come controllare gli elementi; e riportava formule e invocazioni su come dominare la morte, la vita e il nulla. Forse era solo una leggenda, una superstizione, quella dell’Uroboro e la lingua sconosciuta che non compariva in nessun altro testo, che nessuno era in grado di insegnarmi, che io ero solita sognare, probabilmente inventata” (pag. 67).

Sicuramente è da lodare l’iniziativa di una scrittrice emergente, alla sua prima pubblicazione, di un romanzo fantasy dal retrogusto storico e avventuroso. Trama e intreccio sono ricchissimi di personaggi, descrizioni, fatti e avvenimenti che continuano a catturare l’attenzione del lettore. Sicuramente l’introduzione di personaggi e fatti reali dell’antica Roma risulta essere una chiave vincente per rendere ancora più interessante quello che è già di per sé un viaggio in cui protagonista e lettore crescono insieme.

La critica che balza all’occhio fin dalle prime pagine, sicuramente dovuta alla poca esperienza della scrittrice, è la troppa quantità di informazioni che lascia poco spazio all’immaginazione del lettore. Francesca Civiletti ci accompagna per mano in tutti i movimenti e in tutti i pensieri dei personaggi, dimenticando che il lettore potrebbe far da solo certi passaggi e dunque lasciando  un po’ di amaro in bocca per l’occasione persa.

 

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